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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

L’attaccante biancorosso è stato intervistato in esclusiva per il Risorgimento Nocerino. Il galletto napoletano spiega di essere legato alla famiglia De Laurentis ricordando il Napoli Soccer. Unico obiettivo il suo è riportare il Bari in A

di Maria Esposito

Attaccante con il vizio del gol e grandi sacrifici nella sua carriera, Simone Simeri, classe ‘93 (scuola Napoli) è il bomber del Bari. La gavetta l'ha fatta. Da Rende a Potenza. Tante promesse non mantenute da parte delle società.

Fu portato alla ribalta da Michele Criscitiello, presidente della Folgore Caratese. Qui l’attaccante napoletano dà il meglio di se, segnando  24 gol, di cui 21 in campionato. Un guerriero che ha lottato con anima e cuore a Carate in Brianza. L’anno dopo Simeri conquista la serie B con un contratto biennale siglato con il Novara che ritiene opportuno, in estate di girarlo in prestito alla Juve Stabia dove, in 33 partite, riesce ad andare in doppia cifra grazie a 12 reti e lo consacra “bomber di razza”. Tra serie B, Lega pro e serie D, Simeri ha totalizzato 66 gol in 177 partite. Da Napoli, con il Napoli nel cuore, ora Simone Simeri è pronto a giocarsi le sue carte di nuovo in D con i Galletti di De Laurentis.simeri1

- Sei Ambìto da molti club di categoria superiore, perché hai scelto Bari?
«
Ho vissuto nel 2004 il fallimento del Napoli. In quell’anno ero un ragazzino che aveva realizzato il suo sogno, di entrare tra gli Azzurri, ma qualcuno stava distruggendo la società. Arriva poi Aurelio De Laurentis che fonda la Napoli Soccer, ne rileva il titolo e iscrive il mio Napoli al campionato di Serie C portandolo ai livelli di oggi. Questo per spiegarvi perché ho scelto Bari. Penso che Bari possa ripercorrere lo stesso cammino del Napoli, magari in questi tre anni con Simeri. Sono giovane e il fatto di ritornare in D non mi ha limitato, anzi, ho calpestato realtà peggiori e mi sono messo sempre in discussione per dare il meglio di me stesso e credo di esserci riuscito per quello che oggi sono qui!».
- Molti hanno criticato l’inserimento del Bari in questo campionato: il potere economico della tua dirigenza avrebbe potuto ottenere almeno un iscrizione in lega pro, cosa aggiungi?
«Se il Bari è stato inserito in questo campionato e fatto ripartire dalla D, le decisioni sono scritte nella sentenza emanata dalla Giustizia sportiva. Il mio presidente aveva la possibilità di farlo ripartire dalla Lega pro ma non è stato possibile: il Bari è una società fallita dalla B e quindi riammessa solo con retrocessione di due categorie. Oltretutto era stata presentata anche domanda di ripescaggio che ha avuto esito negativo».simeri3

- Vi eleggono già vincitori del campionato: quali le tue considerazioni?
« Nessuno ci regala nulla. Siamo un organico molto competitivo e abbiamo uno staff di lusso per questa categoria, sarei ipocrita a non dirlo. Non è da tutti giocare in uno stadio con dodicimila tifosi, abbiamo le carte giuste per vincere questo campionato, ma gli attori fondamentali siamo noi calciatori che ogni domenica scendiamo in campo con un solo obiettivo: quello di vincere. Vi assicuro non è facile: ogni squadra tende a giocarsi l’anima contro il Bari, molte si chiudono dietro e per noi è difficile impostare il gioco, per non parlare poi dei campi in cui giochiamo (manti erbosi rovinati, sintetici impraticabili e dimensioni ridotte del rettangolo di gioco)».
- Domenica al San Nicola ospiterete la Nocerina, come vi state preparando per questa partita?
«Sappiamo di affrontare una squadra che ha il morale alto: vengono da  una serie di risultati positivi, è una squadra che sta dando l’anima a prescindere  del cambio societario. Sarà una partita difficile, noi ci schiereremo con il solito 4-3-2-1, con Simeri punta centrale che cercherà di oltrepassare la retroguardia nocerina, dobbiamo vincere e perché no con un gol di Simeri. Amo le belle partite con un bel gioco e spero che la Nocerina venga a Bari per giocarsi la gara in modo aperto, come ha affermato il loro ds Chiancone  in settimana».simeri4- Concludendo quali sono le tue considerazioni su questo campionato?
«Quest’anno ho notato che le squadre sono costruite molto da giovani e sono loro a fare la differenza. I club che hanno giovani bravi, saranno quelli che raggiungeranno i posti alti della classifica a discapito di quelle squadre che per rispettare la regola degli under si trovano privi di esperienza e meritocrazia. Credo che sia esagerato giocare con 4 under e considerare un ’97 over a soli venti anni. Andrebbe un po’ rivista questa norma. Le squadre che mi hanno impressionato sono la Turris, il Marsala e la Sancataldese. Con Celiento e Longo ne vedremo delle belle».

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