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L'Istituto comprensivo "Via Frigrani" di Spinaceto, quartiere di Roma, ha immediatamente aderito all'iniziativa per promuovere gli spostamenti in bici di docenti e studenti

È di questi giorni la notizia, trapelata dalle pagine web, di un accordo tra il Ministero dell’Istruzione e la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) per realizzare progetti sulla mobilità sostenibile e migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città.

L’iniziativa del Ministero è stata colta dall’IC “Via Frignani” di Spinaceto (Roma) che dallo scorso anno ha potenziato le iniziative a sostegno della mobilità attiva e ha preso i primi contatti con l’associazione Ruotalibera, che rappresenta FIAB a Roma.
Nelle scorse settimane si è tenuto il primo incontro con due suoi rappresentanti: Marina Mazzocchi e Walter De Dominicis, due romani storici sostenitori dell’uso della bicicletta in ambito urbano e portatori di una grande esperienza sull’uso corretto del mezzo a due ruote dotato di motore “umano” nel contesto cittadino. L’incontro, avvenuto nella sede del plesso Nistri, è servito a stabilire i primi punti su cui muoverci per mettere a sistema il Bike to School e il Bike to Work, le due principali modalità di arrivo sul luogo di studio e di lavoro per alunni e personale scolastico. Le difficoltà sono tante: dal cercare come motivare le persone a muoversi con la bici, alla percezione della poca sicurezza sulle nostre strade.
- Professore Bilotta, Lei è il Mobility Manger della scuola. Quali sono le criticità emerse e quali le tappe di questo importante e innovativo accordo?
«Tra i tanti compiti che deve svolgere il Mobility Manager Scolastico, c’è anche quello di prendere contatti e stipulare accordi con le associazioni nazionali e locali per incentivare l’uso del mezzo ecologico per eccellenza o andare a piedi, quando possibile, da casa a scuola e viceversa.
Malgrado il nostro quartiere sia dotato di ampi viali per il transito di tutti i tipi di mezzi di trasporto, molti sono gli “ostacoli” che si presentano al ciclista: la velocità elevata da parte dei conducenti di auto e camion, cassonetti stradali che occupano il margine destro della strada (che potrebbe essere riservato alla realizzazione di bike line), automobili e furgoni in divieto di sosta che restringono la carreggiata costringendo i ciclisti a spostarsi al centro della corsia verso sinistra, il manto stradale in molti tratti irregolare o con buche pericolose che mettono a rischio la stabilità del mezzo a due ruote. Il progetto che vorremmo realizzare richiederà tempo e l’approvazione degli organi collegiali della scuola: Consiglio d’istituto e il parere del Collegio docenti. Una volta superata la fase progettuale e il passaggio burocratico richiesto dalle norme vigenti in tema di sicurezza, il progetto potrà entrare a far parte della nostra Offerta formativa che questo anno dovrà essere rinnovata per il prossimo triennio 2022-2025.
La FIAB ci ha assicurato una costante assistenza anche per quanto riguarda la formazione di docenti e discenti con eventuali corsi da tenere a scuola sulla sicurezza stradale e sulla meccanica della bicicletta. Attività che già sono presenti nel nostro istituto ma che sicuramente potranno essere arricchite da nuovi formatori disposti a trasferirci nuove conoscenze».

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