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La Corte di Cassazione afferma che sottrarre il cellulare al proprio partner va a ledere il diritto alla riservatezza e integra un reato perseguibile penalmente

di Virginia Vicidomini

Attenti a spiare il cellulare, sottraendolo al vostro fidanzato/a: le conseguenze potrebbero sconfinare in condotte vietate dalla legge. La privacy e la riservatezza, infatti, sono diritti a cui tutti tengono e custodiscono gelosamente: la legge viene spesso in soccorso, ed in particolare la Corte di Cassazione, anche quando ingerenze della privacy potrebbero essere “giustificate” dalla volontà di smascherare un eventuale tradimento.

Infatti la Corte, con la sentenza 11467 del 19 marzo scorso, ha respinto il ricorso di un uomo accusato, tra le altre imputazioni, di rapina per essersi impossessato del telefono dell’ex fidanzata. Lo scopo? Quello di far leggere al padre della ragazza i messaggi che quest’ultima si scambiava con un altro uomo, dimostrando quindi i tradimenti perpetrati dalla figlia e l’instaurazione di una relazione con un altro.
La Cassazione in merito è stata chiara: “l’instaurazione di una relazione sentimentale fra due persone – si legge nella sentenza – appartiene alla sfera della libertà e rientra nel diritto inviolabile all’autodeterminazione fondato sull’articolo 2 della Costituzione, dal momento che non può darsi una piena ed effettiva garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo (e della donna) senza che sia rispettata la sua libertà di autodeterminazione”. Quest’ultima comprende anche la libertà di intraprendere relazioni sentimentali o di porvi fine. Il comportamento del soggetto di voler perquisire il telefono, con il fine di trovare messaggi compromettenti, va a ledere il diritto alla riservatezza e comprime quindi la libertà di autodeterminazione della donna.
La Suprema Corte ha precisato che per la configurazione del reato di rapina (previsto dall’articolo 628 del codice penale) è sufficiente che il soggetto, persegua esclusivamente un’utilità morale (non solo patrimoniale) per conseguire un ingiusto profitto, consistente in questo caso proprio nel leggere gli SMS della ragazza.
Si tratta quindi di un monito per coloro che “prendono in prestito” il cellulare del proprio partner, in assenza di una convivenza o di un matrimonio: attenzione, perché gli esiti potrebbero essere imprevedibili!

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