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La Corte di Cassazione ha stabilito che può essere perseguito penalmente ed arrestato chi posteggia l’auto in modo tale da ostacolare il transito di altri veicoli


di Danila Sarno

L’amore che l’uomo nutre nei confronti dell’automobile è quanto di più irrinunciabile possa esistere. Consentendo di raggiungere in breve tempo luoghi molto lontani e di trasportare con facilità carichi piuttosto ingombranti, essa facilita lo svolgimento di molte attività quotidiane.

La vita dell’automobilista, tuttavia, risulta essere davvero stressante. Basti pensare ai pedoni che attraversano la strada all’improvviso o ai rallentamenti per continui lavori in corso. Inveire nel traffico è diventato quasi un obbligo, aggredire gli altri conducenti con parole poco gentili un’abitudine. E a chi non è mai capitato di trovare il cancello della propria abitazione bloccato da un altro veicolo? Troppo spesso, difatti, gli automobilisti posteggiano con incuria e con fretta, in modo totalmente incivile.
Attenti, però, a parcheggiare in maniera eccessivamente affrettata e distratta! La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 48346 del 19 ottobre 2015, ha stabilito che anche disporre l’automobile in modo tale da bloccare il passaggio ad altre auto integra il reato di violenza privata, di cui all’articolo 610 del Codice Penale. La giurisprudenza in passato “ha più volte affermato che l’elemento della violenza nella fattispecie criminosa di violenza privata si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e d’azione, potendo consistere anche in una violenza impropria, che si attua attraverso l’uso di mezzi anomali diretti ad esercitare pressioni sulla volontà altrui, impedendone la libera determinazione”
La vicenda che ha dato impulso alla pronuncia di Legittimità riguarda una donna di 53 anni, condannata dalla Corte d’Appello di Genova alla pena (sospesa) di 15 giorni di reclusione, per aver parcheggiato la propria autovettura innanzi all’accesso del locale dove era contenuto il motociclo di un uomo, impedendogli qualsiasi manovra di uscita. L’imputata aveva di fatto proceduto ad un “arresto eseguito da privato”, sottraendogli le chiavi del mezzo di trasporto in attesa dell’arrivo della Polizia, che ella stessa aveva provveduto ad allertare per aver subito un’aggressione fisica.
Di fatto, sostare con la propria auto in modo tale da impedire ad altri il passaggio, l’uscita o l’entrata da/in un garage, un parcheggio pubblico, uno spazio privato ecc. non implica soltanto il rischio di una sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada, ma anche la possibilità per l’automobilista di andare incontro ad un procedimento penale. Attenzione dunque: la troppa negligenza e la noncuranza per le norme stradali potrebbero costare davvero care.