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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

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La Corte dichiara che gli uomini non sono per natura esentati dallo svolgimento delle faccende domestiche, riconoscendo l’ormai ridotta differenza di genere in fatto di suddivisione dei compiti in casa

di Danila Sarno

Oggigiorno non è raro sentire mogli lamentarsi del fatto che i propri mariti non alzano un dito in casa . Del resto, in numerose famiglie la figura dell’uomo casalingo è ancora un tabù e non è immaginabile che un rappresentante del genere maschile sia avvistato in giro per l’abitazione armato di scopa e paletta.

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La Corte ha annullato la condanna per un uomo colto a praticare autoerotismo al passaggio di alcune studentesse. La sentenza shock ha attuato il decreto legislativo 8/2015 in materia di depenalizzazione

di Danila Sarno

L’atto di chi si masturba in luogo pubblico non è più punito con il carcere. È questa la diretta conseguenza di quanto stabilito dall’articolo 2 del decreto legislativo numero 8 del 2016.

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Il cattivo odore è un valido motivo per rifiutare di entrare in intimità con il proprio partner, e se questi insiste rischia il carcere per violenza sessuale

di Danila Sarno

Come disse Guy de Maupassant: “Giudico il matrimonio uno scambio di cattivi umori di giorno e di cattivi odori di notte”. Certo, unione coniugale vuol dire anche condivisione, ma è pur vero che il troppo stroppia.

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Idee vegan, cucina della mamma, cene, regimi dietetici estremi, educazione dei figli. Sono questi alcuni dei motivi che sempre più spesso spingono le coppie a porre fine al matrimonio

di Danila Sarno

Un tempo erano corna, battibecchi e gelosia a mettere a dura prova anche le coppie più affiatate. Oggi invece a far vacillare i matrimoni ci pensano ricette vegetariane e diete che promettono miracoli.

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Secondo una Commissione tributaria, il sistema scova evasori sarebbe inutilizzabile in quanto discriminatorio e lesivo della privacy, nonché previsto da decreti emanati in difetto di potere

di Danila Sarno

Il sistema utilizzato dall’Agenzia delle entrate per individuare i frodatori fiscali, il cosiddetto redditometro, deve essere abolito. È quanto ha affermato la Commissione tributaria provinciale di Catania, accogliendo il ricorso proposto da un contribuente contro alcuni avvisi di accertamento.

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