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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Il terzo spettacolo dell’anno conferma il trend della stagione 2018/2019. Il 23 e il 24 febbraio e il 2 e 3 marzo le ultime quattro repliche nel teatro di via Cauciello a Pagani

di Fabrizio Manfredonia

Miete successi su successi il cartellone teatrale 2018/2019 de “La Locandina”, quarantennale compagnia teatrale paganese che in questi giorni ci sta riprovando con Liolà.

Non era facile mettere in scena una commedia come “Liolà” di Pirandello, vista la complessità del testo, eppure, grazie ad un cast eterogeneo composto da attori di esperienza, giovani attrici per la prima volta sul palco, e  alla regia dinamica e coinvolgente di Tonino De Vivo, l’esperimento è riuscito. L’opera intrattiene e diverte.
All’apertura del sipario, la prima cosa che balza all’occhio dello spettatore è l’atmosfera bucolica di una campagna ideale, antica, con i colori delle scene e dei costumi che si mescolano tra le sfumature dell’avorio e del giallo.  IMG 0215Ci sono fin da subito, o quasi, nove personaggi femminili a costruire il “quadro scenico”: nove donne, molte delle quali intente a schiacciare le mandorle,  che riempiono la primissima parte della commedia con dialoghi serrati, allusivi, maliziosi perfino,  caricando e preparando lo spettatore all’arrivo di quel  Liolà che dà il titolo all’opera. Ed a un certo Liolà si materializza davvero sulla scena: l’ingresso è di forte impatto e aiuta lo spettatore a comprendere fin da subito lo spirito del giovane, vivo  sulle tavole di legno grazie alla bravura di Alessandro De Pascale, personaggio eclettico, un bracciante amante della vita, che vive la sessualità in modo libero, già padre di tre figli,  i “cardelli” accuditi dalla madre, che porta scompiglio tra le semplici donne della campagna agrigentina  con discorsi poco affini  alla rigida e ostentata morigeratezza dei personaggi femminili. IMG 0213In contrapposizione alla vivacità di Liolà, memorabile la scena “musicale” con De Pascale che canta e suona la chitarra, la cupezza di zio Simone , interpretato dall’ottimo Renato Giordano, da quattro anni sposato con Mita, Teresa Barbara Oliva, ossessionato dalla necessità di un erede che possa ereditare la sua “roba”.
In mezzo a tradimenti, gravidanze, momenti comici che attingono alla tradizione del teatro classico e, grazie ad un secondo atto particolarmente riuscito con la scena che cambia completamente e  trasforma le tavole del teatro di via Cauciello in un cortile siciliano, la commedia scorre via velocemente, non senza lasciare il pubblico con il fiato sospeso con il colpo di scena finale. 
Nel cast, oltre ai già citati Alessandro De Pascale, Renato Giordano e Teresa Barbara Oliva, altri volti storici della compagnia come Valeria De Pascale, Marika Dell’Università, Monica Civale, che ha curato anche i costumi, Maria Rosaria Argentino, Elena Tortora oltre che la new entry Rosa Amodio e le debuttanti Francesca Argentino e Daniela Marrazzo, giunte sulle scene via laboratorio de La Locandina, perfettamente a loro agio. Menzione particolare per i giovani interpreti dei figli di Liolà, professionali nonostante la giovanissima età.
Per chi non avesse ancora visto lo spettacolo le ultime quattro repliche ci saranno sabato 23 e domenica 24 febbraio e sabato 2 e domenica 3  marzo. Per informazioni e disponibilità è possibile  visitare il sito www.teatrolalocandina.com.

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