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Gli 80 anni di Gérard, biblioteca per giovani al sud, concerto finale: questi gli eventi più significativi per una manifestazione giunta a una meritata notorietà internazionale

La decima edizione del Falaut Campus sta per volgere al termine, dopo una settimana ricca di lezioni e concerti per giovani studenti provenienti da diversi paesi del mondo.

La manifestazione, che ospita nel borgo di Sant’Arsenio, in provincia di Salerno, ragazze e ragazzi da Cina, Germania, Russia, Ucraina e Italia, chiude con due eventi significativi.
Gli 80 anni di Jean-Claude Gérard. Il Maestro francese, tra le colonne portanti del Falaut Campus, compie cifra tonda e gli studenti, insieme alla città del Vallo di Diano, gli rendono merito: i suoi allievi e il maestro Salvatore Lombardi lo festeggeranno dedicandogli una serie di performance.
I concerti finali. Sabato sera e domenica mattina, all’Auditorium Giuseppe Amabile, gli ultimi due concerti del Falaut Campus, in un tripudio di opera lirica e reinterpretazione di alcune delle maggiori composizioni della storia della musica. Il 28 agosto, dalle ore 21, l’Ouverture da “Le nozze di Figaro” di W.A. Mozart, con Cristian Lombardi, Jean-Claude Gérard, Salvatore Lombardi e Amedeo Salvato. Si passa all’Aria from Don Quichotte di J. Ibert, con ancora Gérard; l’Hamburger Sonata in Sol Magg. di C.Ph.E. Bach, il Pastore Svizzero di P. Morlacchi, con la giovane Ylenia Cimino; la Sonata in Re Magg. Op. 94 di Prokofiev, ancora con Cristina Lombardi. Infine, domenica 29 agosto ore 12.30, il concerto dei migliori allievi del Falaut Campus, con al pianoforte Marina Rosato.
«Dobbiamo essere sinceri, dopo quest’anno e mezzo di grande difficoltà, sapevamo sarebbe stata dura. Ma non abbiamo mai mollato, sempre avanti con i nostri obiettivi, sostenuti dalla gioia di fare dei tanti musicisti che ci seguono. Alla fine è nata la decima edizione del Falaut Campus come un fiore sbocciato all’alba dopo una tempesta – racconta il maestro Salvatore Lombardi – Stiamo già progettando l’edizione 2022, questo per dare il peso di un lavoro estenuante e appagante, per i giovani e con i giovani. Per loro il Campus è occasione di crescita artistica ma anche umana. E poi, quest’anno, non potevamo non festeggiare il nostro amico e mentore Jean-Claude Gérard. Una colonna della musica internazionale, che ci onoriamo di avere all’interno dei nostri progetti. Gérard è un uomo grande, parla con i ragazzi come se fosse egli stesso un ragazzino. Lo omaggeremo insieme alla città e all’intero Campus».

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