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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

NoceraInferioreTribunale

  • Il Coordinamento Giovani Giuristi Italiani si è espresso sul “volontariato qualificato”, replicando alla nota stampa emanata dal Consiglio dell’Ordine

    redazione

    nocera inferiore e1521791262442Il Coordinamento Giovani Giuristi Italiani, che per primo ha denunciato la preoccupante iniziativa del "volontariato qualificato" presso gli uffici del Giudice di Pace di Nocera Inferiore, non può certo ritenersi soddisfatto della risposta ufficiale che il Consiglio dell'Ordine ha affidato alla stampa. 
    Al netto dei toni concilianti, spiega in una nota il CoGiTa, resta confermata una scelta gravemente lesiva del decoro e della dignità di giovani professionisti laureati e qualificati, molti dei quali avrebbero già le competenze necessarie per svolgere la funzione di Giudice di Pace - come i praticanti di un tempo potevano svolgere le funzioni di Vice Pretore Onorario, semplice laureato in Giurisprudenza che aveva compiuto i 25 anni d'età (art. 32, Ordinamento Giudiziario)-e che invece si vedono relegati dal proprio Ordine a un ruolo amministrativo e a titolo gratuito, che peraltro richiede attitudini e competenze estranee alla formazione del giurista.
    Resta dunque la sostanza di un'iniziativa indecorosa, irrispettosa e irricevibile. 
    Riusciamo a immaginare un Ordine dei Medici che chiede ai propri specializzandi di svolgere, previo Bando di selezione, un periodo di "volontariato qualificato" come assistenti segretari? Pur a fronte di "disagi e criticità più volte denunziati"? 
    Apprendere che la precedente edizione del Bando ha avuto tante adesioni e l'approvazione preventiva del Ministero non può certo rincuorarci. 
    Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia in difesa della dignità e del diritto al lavoro dei praticanti e tirocinanti di tutta Italia, che invitiamo sin d'ora a denunciare simili "offerte" e a rispedirle cordialmente al mittente. 
    Chi è formato per tutelare i diritti dei cittadini non può e non deve mai dimenticare i propri. 

  • A distanza di quasi quindici anni può aprirsi un nuovo scenario per rendere giustizia alle tre vittime di quella colata di fango, ma si rischia la prescrizione. Familiari, comitati e associazioni sul piede di guerra

    di Redazione

    Si terrà giovedi 19 settembre, dalle 12, una nuova udienza del processo bis per la frana di Montalbino del 4 marzo 2005, presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Il primo processo, sia in primo che in secondo grado, ha accertato le responsabilità e la colpevolezza del cavatore Amato. Per un vizio di notifica, però, il primo processo è stato annullato.

    Da circa un anno è partito, con lente modalità, un processo bis, ma si rischia una assurda prescrizione per intoppi burocratici e tempi dilatati. Anche nelle prime udienze del nuovo processo, è stato sostanzialmente confermato che la frana – che causò la morte di tre persone - è stata provocata dai tagli effettuati per favorire l’attività estrattiva e che l’abbondante pioggia di quei tristi giorni da sola non avrebbe potuto innescare una colata di fango di quelle proporzioni. frana montalbino 2Vari comitati, guidati dal comitato dei familiari delle vittime, reclamano giustizia anche in questo secondo processo, sperando che non si arrivi ad una prescrizione, affinchè vengano confermate le responsabilità di coloro che con spregiudicatezza hanno sfruttato il territorio senza porsi un limite, provocando la morte di tre persone. Gli stessi comitati inoltre continuano a sollecitare i cittadini e le istituzioni a rendersi conto di cosa sta succedendo oggi a Montalbino, dove l’attività estrattiva continua grazie ad autorizzazioni regionali molto discutibili ed assenza di controlli reali, con l’obiettivo di mobilitarsi per la chiusura della cava e per evitare ulteriori tragedie a difesa del territorio.