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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno scoperto il coinvolgimento di direttore e vicedirettore delle Dogane di Salerno, ma anche di funzionari, spedizionieri, avvocati e di un loro collega
Operazione TortugaUn vero e proprio vaso di Pandora quello portato alla luce questa mattina dalla Guardia di Finanza, e che ha sconvolto la Dogana di Salerno. Alle prime luci dell’alba è partita quella che è stata definita “Operazione Tortuga” che, con l’impegno di ben 250 militari, ha visto eseguire ordinanze cautelari nei confronti di ben 69 persone, e 84 perquisizioni domiciliari, con circa 100 capi di imputazione complessivi.

A finire nel mirino della Giustizia 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, 1 dipendente amministrativo in servizio presso la Procura della Repubblica di Salerno, 1 militare della Guardia di Finanza, 10 soggetti privati. Per 39 sono scattati gli arresti domiciliari. Per altri, 21 divieti di dimora, 9 misure interdittive dall'esercizio della professione, pubblico ufficio e pubblico servizio.
Sconcertante il quadro descritto dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli (nella foto), nel corso dell’incontro tenuto stamani con la stampa in teleconferenza: un terzo quasi dei dipendenti della Dogana, compresi direttore ad interim e vicedirettore, coinvolti in una ruberia continua anche di oggetti di valore irrisorio. Anche quando la Procura aveva avvisato i dirigenti delle indagini in corso. Alla presenza del comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Danilo Petruccelli, dei magistrati Luigi Cannavale ed Elena Marino e di un rappresentante della Direzione Centrale Antifrode e Controllo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Roma, sono stati illustrati i fatti scoperti durante una indagine durata dal 16 aprile 2018, quando arrivò una segnalazione dell’Ufficio europeo antifrode, ad agosto dello stesso anno, riuscendo in questo breve periodo a documentare 53 episodi di illecita appropriazione di merci e di generi di consumo che hanno portato all’imputazione dei reati di contrabbando di Tabacchi lavorati esteri, peculato, corruzione, traffico internazionale di rifiuti e ricettazione, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio, falso in atto pubblico, traffico di influenze illecite, favoreggiamento personale, commessi tutti nell'area portuale salernitana.operazione tortuga1
Si è partiti da un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, in transito per il porto di Salerno, apparentemente destinato in Marocco. Gli accertamenti investigativi disposti, consistenti in attività di intercettazione telefonica e ambientali audio/video all'interno degli uffici doganali, hanno consentito di accertare come il transito, riguardante oltre 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, solo apparentemente era giunto negli spazi doganali per la successiva esportazione in quanto, con il coinvolgimento di funzionari doganali, era stato fittiziamente registrato in uscita dall'Ufficio doganale di Salerno laddove era stato immesso illecitamente sul mercato con un'evasione dei diritti doganali stimata in oltre un milione e duecentomila euro.
Sono emersi nel corso dell’indagine accordi corruttivi finalizzati alla predisposizione di controlli fittizi sulle merci sottoposte a verifica, sia dal punto di vista amministrativo che da quello sanitario, essendo emersa la corresponsione di somme di danaro ovvero altre utilità a funzionari compiacenti che omettevano di svolgere i loro compiti istituzionali.
Inoltre plurime azioni predatorie commesse su merci allocate in container, da sottoporre a controllo doganale, venivano documentate grazie alle immagini estrapolate dalle telecamere installate all'interno della sala verifiche. Ad approfittarne praticamente tutti: funzionari doganali, personale fitosanitario, spedizionieri, ausiliari doganalisti e dipendenti della società di facchinaggio.procuratore borrelli teleconferenza
Accertato inoltre un traffico internazionale di rifiuti per condotte riconducibili a 2 spedizionieri doganali ed a 7 soggetti di etnia africana interessati alle spedizioni con conseguente sequestro di oltre 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, nonché di oltre 1000 pannelli fotovoltaici e di circa 1000 accumulatori di energia elettrica di provenienza furtiva stivati in container destinati al continente africano.
Sono emersi, ancora, gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due avvocati del foro di Salerno e di un dipendente del Ministero della Giustizia per illecito accesso ai sistemi informatici e divulgazione di dati riservati afferenti il procedimento penale per acquisire informazioni non autorizzate nell'interesse dei funzionari doganali che temevano di essere convolti nelle indagini in corso.
Ulteriore condotta illecita è stata contestata ad un militare della Guardia di Finanza che, in concorso con un funzionario doganale, risulta aver attestato fittiziamente il rientro di merci temporaneamente esportate, in realtà mai transitate nel porto di Salerno.

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