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Gli abitanti di via Citarella prigionieri in casa, e ogni giorno qualcuno cattura grossi ratti. L'appello disperato della signora Lucia Cimasa: «Non so più a chi appellarmi!»

di Anna Panariti

È emergenza topi a Nocera Inferiore: le abitazioni che affacciano sul torrente Cavaiola, nel tratto di via Citarella, ormai da tempo vengono visitate quotidianamente da ratti di dimensioni ragguardevoli.

Diventa sempre più drammatica la condizione in cui sono costretti a vivere gli abitanti dei palazzi che in città hanno “ la sfortuna” di dover vivere lungo il corso d’acqua Cavaiola oltre che quelli che abitano nei pressi del "killer" Solofrana.
Il Comitato “La fine della vergogna”, raccogliendo le doglianze e l’insofferenza più volte esplicitate dalle vittime dello stato di degrado agli organi competenti, ma rimaste inascoltate ed inevase, segnala e denuncia la gravissima situazione emergenziale in cui è costretta a vivere la signora Lucia Cimasa, ottantenne, affetta da grave patologia tumorale e cardiorespiratoria.
L’anziana signora si sente completamente abbandonata dalle istituzioni e dagli organismi competenti a cui si è rivolta più volte, invano, per chiedere aiuto a causa del perdurare di questo intollerabile degrado, che si trascina da anni, e che la costringe a sigillarsi letteralmente in casa per evitare di vedersi piombare ratti di grandi dimensioni e per non respirare un olezzo nauseabondo che proviene a causa dell’immissione abusiva di reflui fognari nel corso torrentizio del Cavaiola.via citarella«Non so più a chi santo votarmi – dichiara la signora Cimasa - sono anziana, ammalata ed ormai stanca di essere presa in giro dalle istituzioni. Ho pregato più volte personalmente il sindaco, un rappresentante del Genio Civile, Giancarlo Giordano, ed altri amministratori al fine di intervenire per far fronte a questa emergenza, ma non credo più a nessuno perché nessuno ha fornito risposte concrete e nessuno si è degnato di venire a vedere la situazione in cui vivo io ed altri abitanti del luogo. Non so quanti anni mi restano da vivere ma vorrei tanto poterli vivere dignitosamente e non reclusa in casa, pur avendo una grande terrazza di cui poter godere in estate».
Il presidente del Comitato, Agostino Galdi, preannuncia: «Se non si interviene subito, seguiranno proteste molto drastiche e denunce alle Autorità competenti rispetto all’immobilismo di tutti gli organismi coinvolti, che per anni non hanno provveduto a mettere in campo gli opportuni interventi per far fronte ad una gravissima situazione di pericolo per la pubblica e privata incolumità. Gli interventi - continua Galdi - non sono più prorogabili e non è più tollerabile la scena muta degli enti competenti rispetto ad una simile emergenza che cagiona potenzialmente ricadute gravissime sulla salute di chi vive a contatto col torrente».