fbpx

Nel corso di una cerimonia alla presenza del vicesindaco Maria Laura Vigliar e del dirigente scolastico Anna Califano, l'avvocato Torquato ha proceduto alla consegna degli attestati di studio che sono indispensabili per ottenere il permesso di soggiorno

Consegnati a Palazzo di città gli attestati di studio ai corsisti stranieri che hanno frequentato i percorsi relativi alla conoscenza della lingua italiana. I corsi sono stati curati dal Centro territoriale permanente della scuola “Genovesi-Alpi” di Nocera Inferiore, che già da anni offre percorsi di istruzione a richiesta del Piano di Zona ambito S3. I corsi serali, che un tempo erano dedicati agli studenti lavoratori, con i nuovi provvedimenti legislativi sono diventati fondamentali anche per i cittadini stranieri al fine di conseguire con un esame: quello per il rilascio dell’attestato denominato A2, che è fissato come requisito per ottenere il permesso di soggiorno. Il CTP di Nocera, lo scorso anno, ha portato avanti un interessante progetto di istruzione-lavoro in partenariato con la Provincia di Salerno e la Camera di Commercio, che ha coinvolto cittadini stranieri. A ricevere gli attestati sono stati sedici corsisti provenienti dal Marocco, dalla Tunisia, dal Pakistan, dall’Ucraina, da Cina ed infine dal Giappone. A consegnarli il sindaco, avvocato Manlio Torquato, il quale si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolto dalla dirigente della scuola Alpi-Genovesi Anna Califano. «Quella che un tempo era l’eccezionalità dei casi, ora diventa la normalità - ha dichiarato il primo cittadino - Sono progetti, questi, da considerarsi fondamentali per l’inserimento nel nostro tessuto sociale di soggetti stranieri di culture ed etnie diverse».
«Il sapere è un valore sociale- ha affermato la dirigente scolastica Anna Califano - e la conoscenza linguistica è da considerarsi come presupposto per l’integrazione, e a sua volta l’integrazione come risorsa».
Evidenziati, durante la cerimonia, gli aspetti particolarmente efficaci e significativi di questo anno scolastico come il ritrovarsi tra etnie diverse, lo scambio culturale, le pari opportunità e l’ascolto delle storie e delle appartenenze.