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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

L'ex candidato sindaco "polulista" accusato di falsa identità e ricettazione per una paradossale vicenda occorsa l'8 dicembre scorso. La versione della moglie, Anna De Felice, anche lei indagata

«Agg fatt na’ strunzata!». È questo il commento, decisamente significativo, che  Mario Stanzione, ex candidato sindaco a Nocera Inferiore, ci fa dopo la diffusione della notizia della nuova denuncia a suo carico. L’imprenditore nocerino è stato infatti indagato per possesso di documenti falsi e ricettazione dopo un surreale episodio verificatosi lo scorso 8 dicembre a Cava de’ Tirreni.

A raccontarci come è andata la vicenda è la “misteriosa” donna che quel giorno accompagnava Stanzione, in realtà la moglie Anna De Felice: «Diciamoci la verità – esordisce – sicuramente Mario ha sbagliato a dichiararsi funzionario e a mettere il lampeggiante, ma è stata un’idea che gli è venuta lì per lì quando i tre hanno preso a minacciarci. Anzi, la donna che accompagnava i due energumeni, che si sono dichiarati appartenenti a non so quale clan, ad un tratto ha aperto lo sportello e mi ha scalciata e presa per i capelli. Lei, avendo possibilità di inventarsi un escamotage, non l’avrebbe usato?»
D’accordo, signora Anna, ma andiamo per ordine: ci racconti bene i fatti.
«Era l’8 dicembre il giorno dell’Immacolata – ci dice la signora De Felice – ed eravamo a Cava per festeggiare in pizzeria il compleanno di mio suocero. Mentre camminavamo Mario ha urtato leggermente lo specchietto di una macchina in sosta. Si è subito dopo fermato, una volta tolta l’auto dalla strada, e ha cominciato a parlare con i due cercando di trovare un accordo per pagare lo specchietto. Ma pare che tra il vero danno (poche decine di euro) e quel che chiedevano i due a voce grossa ci fosse una grossa differenza. Mio marito ha detto che hanno chiesto 200 euro. Si decide di andare dai carabinieri (o polizia, non ricordo).  Metto il navigatore ma nella concitazione credo di aver sbagliato a cercare le indicazioni. Ci troviamo a un certo punto in un parco (e non in un vicolo chiuso come leggo altrove), e una macchina ci blocca il passaggio. Ricomincia la discussione ed è quando vengo aggredita che mio marito tira fuori lampeggiante e tesserino e si dichiara funzionario del ministero (nda: della Polizia invece, secondo i Carabinieri).  Sul posto chiamati da mio marito arrivano prima i Carabinieri e dopo la Polizia, che vista la presenza dell’altra auto se ne va subito. Andiamo in caserma e ognuno fornisce la sua versione, poi in modo ufficioso e senza la presenza dei carabinieri ripaghiamo lo specchietto e i tre vanno via. Quando sembra tutto a posto ci perquisiscono la macchina, ci sequestrano lampeggiante e documenti e trovano la mazza da baseball di nostra figlia in auto, che davvero era li per caso. Questa è la vera versione».
Per la cronaca, la signora Anna De Felice è stata denunciata, in concorso, per gli stessi reati contestati al marito.

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