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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

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I lavori costati oltre 4 milioni promettono di ridurre traffico ed inquinamento in zona svincolo autostradale. Sull’Umberto I: «non fate i lamentosi è un grande ospedale»

de luca rotatoriaSi è tenuta stamane in via Atzori la posa della prima pietra del cantiere che servirà per la realizzazione della rotatoria dello svincolo autostradale A3 di Nocera Inferiore; un progetto, ribattezzato “Costruiamo la città”, atteso da diversi anni e che trova finalmente l'avvio ufficiale. Per il simbolico taglio del nastro erano presenti il sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio accompagnato da altri esponenti del consiglio comunale, il consigliere regionale Luca Cascone, il presidente della provincia di Salerno Franco Alfieri, il presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca nonché diversi sindaci dei territori contigui.

Obiettivo dell’intervento è quello di snellire il traffico in un punto nevralgico che interessa Nocera e non solo; oltre alla rotatoria sarà costruito anche un parcheggio da oltre 200 posti auto. I lavori dureranno massimo 6 mesi.
«È un intervento di grandissima importanza dal punto di vista della mobilità e del disinquinamento del territorio- ha dichiarato ai nostri microfoni Vincenzo De Luca- che costa alla regione 4 milioni e mezzo di euro ma che era indispensabile. Il livello di mobilità qui è elevatissimo: vedrete che ci sarà un beneficio enorme. Con il sindaco Paolo De Maio stiamo ragionando di mettere in piedi un master plan, un progetto generale di reti di infrastrutture.La vivibilità dei territori richiede necessariamente delle infrastrutture. Bisogna farlo con equilibrio ma bisogna farlo».
Imbeccato sulla questione Umberto I, De Luca ha innanzitutto negato lo stato di collasso della struttura cittadina, «non fate i lamentosi- ha dichiarato- perché l'Umberto I è un grande ospedale» e ha poi sottolineato come la regione non abbia problemi di finanziamenti e che il punto cardine sia la carenza di personale.

conflitti in famiglia

«Da Torino alla Sicilia non ci sono medici perché non è stato programmato nulla in Italia; ancora oggi se il governo nazionale stanzia solo due miliardi di euro per la sanità e un miliardo e mezzo se ne vanno solo per i costi energetici degli ospedali, è chiaro che si sta andando verso la liquidazione della sanità pubblica e questo non è possibile; dovremmo combattere per avere nuove risorse. Siamo un paese squinternato in cui nessuno ha programmato le assunzioni dei medici nel corso degli anni».
A conclusione dell’intervento, una classica battuta deluchiana, che, ricordando giorni della giovinezza trascorsi nell'Agro, ha confessato di aspettare ancora di poter mangiare i carciofi arrostiti tipici delle nostre zone. «Da allora, sti “carcioffole arrostute”- ha detto in dialetto De Luca- non ho avuto più il piacere di mangiare a “carcioffola arrostuta”: ho dato 25 milioni di euro a Paolo (De Maio n.d.r.), spero che avrà cura di farmene avere qualcuna».

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