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L'ospedale "Martiri Villa Malta" di Sarno allo stremo per mancanza di personale. Una lettera sottoscritta da tutti per chiedere misure urgenti al presidente della Regione Campania e all'Asl
È un vero e proprio Sos quello lanciato dal sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, e dai medici del "Martiri Villa Malta" al presidente della Regione Vincenzo De Luca e alla dirigenza dell'Asl Salerno.


«Il presidio ospedaliero “Villa Malta” di Sarno vede acuirsi mese dopo mese il grave disagio legato alla carenza di personale medico - esordisce la lettera trasmessa - Tale carenza colpisce in primo luogo il Pronto Soccorso che attualmente conta solo di tre unità che, dal mese prossimo, si ridurranno a due, compreso il medico responsabile.
Come è noto, i turni di guardia del Pronto Soccorso, già da tempo, vengono coperti dai medici dei vari Reparti di degenza che, pure attanagliati da gravi carenze di personale, non fanno mancare adeguato supporto.
Orbene, la situazione attuale e quella che si prospetta per il prossimo mese, con la perdita di una ulteriore unità, travalica i limiti delle possibilità di sopperire a tale mancanza, come è avvenuto finora, anche a costo del notevole sforzo affrontato con consapevolezza e senso di responsabilità.
È, pertanto, con altrettanta consapevolezza e senso di responsabilità, nel rispetto reciproco dei ruoli, che sentiamo il dovere di lanciare un grido di allarme, nella prospettiva inevitabile di essere costretti a prevedere, fin d’ora, quali attività essenziali assicurare all’utenza e quali ridurre o abolire, considerato che si prospetta una situazione in cui lo stesso medico, che sarà costretto a prestare la sua opera in Pronto Soccorso, dovrebbe contemporaneamente prestare la sua opera di specialista, nel prosieguo dell’iter di ricovero di quel paziente».
E, descritta una situazione drammatica, la richiesta a Regione e Asl di intervenire con tempestività per non bloccare la sanità sarnese e del bacino servito. Che, è evidente, provocherebbe un ulteriore afflusso di pazienti su Nocera Inferiore, dove la situazione del personale, a dispetto delle promesse fatte, non  sicuramente migliore.

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