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Parla l’avvocato Concetta Galotto, presidente provinciale delle Guardie Ambientali d’Italia: «Con la pandemia purtroppo dei passi indietro, ma i cittadini possono fare molto»
di Valentina Milite
Oggi, 22 aprile, si celebra la Giornata mondiale della Terra, una data istituita dalle Nazioni Unite a memento della difesa dell’ambiente e della salvaguardia del Pianeta.

Un tema che negli ultimi anni è diventato focus di molti dibattiti e che coinvolge aspetti di politica internazionale, economia e produttività globale, ma anche e soprattutto di salute e scelte individuali nello stile di vita di ciascuno di noi. Scelte che, in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente, devono necessariamente e quanto prima evolversi in modalità più sostenibili, rispettose ed in equilibrio con l’ecosistema che ci ospita e le altre specie che con noi vi convivono.
Anche nel piccolo, infatti, ciascuno di noi può, tramite il proprio impegno individuale e le proprie scelte, anche di acquisto, fare la propria parte a tutela dell’ambiente, sostenendo imprese “green” ed incrementando un mercato produttivo più rispettoso dell’ambiente e dei suoi cicli.
Ce ne ha parlato l’avvocato Concetta Galotto, rappresentante per il Coordinamento della Regione Campania e presidente provinciale di Salerno delle Gadit (Guardie Ambientali D’Italia).
- Negli ultimi anni quali sono i cambiamenti che avete riscontrato con riguardo all’ambiente del nostro territorio? Le criticità sono in aumento o c’è maggiore consapevolezza da parte delle persone?
«In riferimento a questo tema devo dire che purtroppo negli ultimi anni erano stati fatti dei passi in avanti, soprattutto in relazione al “plastic free”. Stavano scomparendo i dispositivi usa e getta, ma con questa pandemia sembra esser tornati indietro di 10 anni, perché i supermercati si sono nuovamente riempiti di plastica. Quindi purtroppo no, devo dire che cambiamenti e passi in avanti il nostro territorio ultimamente non ne ha fatti, anzi questo anno di mancanza di vigilanza, perché appunto chi vi era preposto, come anche noi, che ricopriamo anche il ruolo di protezione civile della regione Campania, siamo stati totalmente proiettati su altre gravi emergenze a carattere di urgenza (l’anno scorso eravamo impegnati col servizio di vigilanza e distribuzione generi alimentari e questo con le vaccinazioni). Per cui il territorio è completamente invaso da rifiuti. Con la scuola Tasso di Salerno, ad esempio, avevamo un progetto in collaborazione con l’ARPAC; dovevamo portare i ragazzi all’isoletta che c’è sul fiume Sele per fare dei prelievi, ma purtroppo non è stato possibile, perché pare sia oramai completamente invasa dai rifiuti. Un luogo che fino a 1 anno fa era una bella isola felice, pulita e ben tenuta».
- Cosa possiamo fare noi comuni cittadini per tutelare e difendere l’ambiente e le specie che lo abitano?
Bisogna partire dalle cose più semplici: fare una buona differenziata, utilizzare poco l’auto, servirsi maggiormente delle bici, utilizzare meno gli agenti che provocano inquinamento dell’aria, ma anche acustico, iniziare ad usare meno tutti i dispositivi elettronici che oramai teniamo sempre accesi e in funzione. Si può fare davvero tanto individualmente. Siamo noi i promotori di tutto con le nostre scelte ed i nostri comportamenti. E a riprova di ciò, basta ricordare come l’anno scorso, in tre mesi di lockdown totale e lo stop delle attività umane, l’aria era tornata ad essere più pulita, gli alberi visibilmente più in salute, i corsi d’acqua sono diventati trasparenti. C’era totalmente un altro clima e un altro ambiente. Quindi il riscontro che purtroppo siamo noi essere umani a stravolgere l’ecosistema in cui viviamo, c’è. Dobbiamo prenderne atto e con coscienza modificare i nostri comportamenti per salvaguardare l’ambiente, che è casa nostra».

 

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