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Probabile lockdown nei giorni festivi e zona arancione per i prefestivi: stasera parla Conte. Intanto la Campania blocca gli spostamenti tra piccoli comuni e resta, per ora, arancione
di Fabrizio Manfredonia
Giuseppe Conte e Vincenzo De LucaLa riunione di governo è ancora in corso ma sembrano abbastanza chiari i piani dell’esecutivo per il Natale 2020. Dalle indiscrezioni che trapelano da palazzo Chigi sembrerebbe, anche a seguito dell’incontro con i presidenti delle regioni, aver vinto la linea dura che prevederà forti restrizioni per il periodo natalizio.

Si parla di una zona rossa nazionale per quanto riguarda i giorni dal 24 al 27 dicembre e dal 31 al 3 gennaio 2021, con la zona arancione prevista invece per il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio.
La conferma sulle misure ed eventuali notizie in merito ai giorni antecedenti le feste ci sarà, verosimilmente, stasera con una conferenza stampa del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte.
Sulla questione zona rossa nazionale, restano diversi nodi da sciogliere: non è chiaro se si procederà ad una chiusura completa con la sola possibilità di apertura delle attività essenziali come quelle alimentari o se, ad esempio, i bar potranno regolarmente effettuare consegne ed essere aperti per l’asporto, con tutto quello che ne potrebbe derivare visti i tradizionali, soprattutto al sud Italia, brindisi delle vigilie di Natale e Capodanno o se ancora i negozi di abbigliamento e i parrucchieri potranno svolgere la propria attività.
Sempre da quanto emerge dalle indiscrezioni, potrebbero essere permessi gli spostamenti tra comuni con meno di cinquemila abitanti, nel raggio di 30 chilometri: possibilità che però non sarà concessa in Campania visto che il governatore Vincenzo De Luca, nella consueta conferenza del venerdì, ha annunciato ordinanze limitative in merito.
Ancora a proposito della Campania, la regione è formalmente ancora in zona arancione ma, in base ai dati forniti dal ministero della salute, potrebbe diventare zona gialla almeno fino al 23 dicembre: non esistono però ancora conferme in merito.
In quel caso sarebbero possibili, salvo deroghe, gli spostamenti sul territorio regionale, l’apertura dei ristoranti a pranzo fino alle 18 con massimo quattro commensali al tavolo e dei bar.

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