Ultim’ora Garlasco, i magistrati rompono il silenzio e spunta un passaggio decisivo su Sempio | Sta per scoppiare tutto
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Nel vortice di ipotesi, ricostruzioni e depistaggi che per anni hanno avvolto il delitto di Garlasco, una nuova conferma scientifica arriva come un terremoto giudiziario capace di cambiare tutto. A quasi diciotto anni dalla morte di Chiara Poggi, la piena concordanza tra il DNA Y della famiglia Sempio e quello rinvenuto sotto le unghie della giovane vittima segna un punto di svolta che nessuno immaginava più possibile. Non si tratta infatti di una consulenza di parte, ma di un accertamento disposto dal Tribunale nell’ambito dell’incidente probatorio: un elemento che, da solo, vale più di qualsiasi dichiarazione o sospetto circolato negli anni.
È la prima volta che un riscontro biologico così diretto e così pesante appare in un documento ufficiale. E la conseguenza è immediata: il nome di Andrea Sempio, archiviato più volte in passato, torna al centro dell’indagine. L’inchiesta, che per anni ha alternato accelerazioni improvvise e fasi di stallo, sembra ora muoversi verso una nuova direzione, destinata a incidere profondamente non solo sul presente, ma anche sul passato giudiziario del caso Poggi.
Perizia definitiva e nuovo scenario: il processo a Sempio diventa concreto
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’esito della nuova perizia non chiude il cerchio, ma lo riapre con un peso specifico del tutto diverso. Nessuna misura cautelare è al momento prevista, ma la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio appare oggi molto più probabile rispetto agli anni precedenti. L’obiettivo degli inquirenti è chiaro: completare tutte le consulenze entro la primavera e procedere subito dopo con l’invio degli atti necessari per l’apertura del processo.
Sarà solo dopo quel passaggio che si potrà affrontare un capitolo particolarmente delicato: il ruolo di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015. La possibilità che il nuovo quadro probatorio possa innescare un effetto domino non è più remota. Se la pista Sempio dovesse trovare conferma in giudizio, gli stessi magistrati potrebbero decidere di trasmettere gli atti alla Procura generale di Milano, aprendo la strada a una richiesta di revisione della condanna di Stasi. Uno scenario che, fino a pochi anni fa, sembrava impossibile.

Telefonate, spostamenti e il capitolo sulla presunta corruzione: i tasselli che complicano il quadro
Il dato genetico è l’elemento più forte, ma non l’unico a suscitare nuove domande. Gli inquirenti stanno infatti riesaminando le telefonate effettuate verso casa Poggi nei giorni precedenti al delitto, un dettaglio già noto ma che, alla luce della nuova perizia, assume un valore diverso. Lo stesso vale per lo scontrino di Vigevano, legato agli spostamenti del 13 agosto 2007: un frammento apparentemente secondario, che però potrebbe inserirsi in un mosaico sempre più complesso.
Nel fascicolo compaiono poi gli atti dell’inchiesta bresciana sulla presunta corruzione avvenuta tra il 2016 e il 2017. L’ipotesi, ancora tutta da verificare, è che la famiglia Sempio avrebbe versato tra i “20 e i 30 mila euro” per ottenere una rapida archiviazione. In questa parte dell’indagine risultano indagati l’ex procuratore aggiunto Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Non vengono esclusi ulteriori sviluppi, che potrebbero aggiungere nuovi capitoli a una storia già intricata.
La riapertura del fronte giudiziario dimostra ancora una volta quanto il caso di Garlasco resti una ferita aperta nella memoria collettiva. La combinazione tra accertamenti scientifici recenti, comportamenti del passato e possibili interferenze nelle indagini precedenti rende questa fase particolarmente sensibile. La perizia non chiude il caso, ma lo rilancia con forza, preparando il terreno a un processo che potrebbe riscrivere non solo il destino di Sempio, ma l’intera vicenda.
In un’indagine che dura da quasi vent’anni, ogni elemento nuovo ha sempre avuto conseguenze impreviste. Questa volta, però, il peso della prova scientifica cambia tutto. E ciò che “sta per accadere”, come scrivono alcuni osservatori, potrebbe segnare una delle pagine più importanti della storia giudiziaria italiana recente.
