Silenzio di Campanella: Una Vita Dedita all’Educazione
L’autrice e poetessa Carla D’Alessandro, dopo una lunga carriera, ha vissuto per la prima volta il primo giorno di scuola come osservatrice esterna, senza il suono familiare della campanella. Una vita spesa tra i banchi di scuola, prima come alunna e poi come docente, sempre guidata da impegno e responsabilità, non solo per la trasmissione di conoscenze e competenze, ma anche per la formazione di giovani menti, indirizzandoli verso la bellezza intrinseca della conoscenza e della comprensione dell’uomo e del creato. L’apprendimento, per lei, rappresentava la possibilità di superare limiti e ostacoli, aprendo le porte a una saggezza più profonda e consapevole. Ora che il suo percorso scolastico si conclude, rimangono i ricordi, preziosi tesori custoditi nel cuore: il ricordo del suo primo giorno, vestita con il grembiule di raso nero, in una grande aula con banchi di legno massiccio, la maestra che scriveva con eleganza, e lei intenta a evitare macchie d’inchiostro sul quaderno nero. Segue poi il ricordo della scuola media “De Lorenzo”, del Magistero “A. Galizia”, e infine, l’Università di Salerno, simbolo della libertà di apprendimento. Anni intensi di studio, una sete insaziabile di conoscenza, anche attraverso la lettura, che l’hanno condotta in viaggi immaginari e le ha permesso di incontrare personaggi letterari forti e vulnerabili, arricchendo la sua comprensione della natura umana. Questa umanità, poi, l’ha ritrovata nella vita reale, nella capacità di leggere le emozioni negli sguardi altrui, comprendendo gioie, paure, sofferenze e speranze. Oggi, sebbene il suono della campanella non sia più destinato a lei, nuovi impegni la attendono; tuttavia, rimarrà sempre “Maestra” nel senso più nobile del termine. La sua speranza è di aver lasciato nei suoi allievi la gioia degli anni trascorsi insieme, instillando in loro l’amore per la conoscenza, per la bellezza e per la comprensione delle emozioni, avvicinandoli gli uni agli altri, al di là di differenze di fede ed etnia, in un abbraccio universale che costruisce un mondo globalizzato dall’amore, non dall’aridità economica, da interessi che trascurano la realtà umana, i sentimenti e le aspirazioni individuali.
