Rapimento neonato al Ruggi: inchiesta e polemiche

Rapimento neonato al Ruggi: inchiesta e polemiche

Un’intensa attività investigativa è in corso a Salerno dopo il rapimento di un lattante di appena un mese, sottratto ieri sera dal reparto di Neonatologia dell’ospedale Ruggi d’Aragona. La madre, una cittadina polacca di 33 anni residente a Giffoni Valle Piana, con precedenti problemi di alcolismo, ha agito con la complicità di un uomo, come dimostrano le immagini delle telecamere di sorveglianza. Il bambino era stato affidato temporaneamente al Tribunale di Salerno a seguito del parto del 28 marzo, avvenuto mentre la donna si trovava in stato di evidente ebbrezza. La donna ha altri due figli, uno affidato a una famiglia salernitana e l’altro, di circa sei anni, che vive con lo zio. Secondo la ricostruzione, la madre ha approfittato di una visita regolare al reparto per allattare il piccolo per sottrarlo e allontanarsi a piedi. L’accaduto ha suscitato indignazione e proteste. L’azienda ospedaliera ha immediatamente istituito una commissione d’inchiesta, presieduta dal direttore medico, per accertare le responsabilità e garantire la sicurezza dei pazienti. Il sindacato Fials Salerno, per bocca del dottor Mario Polichetti, ha duramente criticato la direzione dell’ospedale, chiedendo le dimissioni del direttore generale, Giuseppe Longo, e del direttore sanitario, Cosimo Maiorino, accusandoli di grave negligenza e di un livello di sicurezza inadeguato. Polichetti ha sottolineato l’allarmante vulnerabilità della struttura, auspicando l’intervento della magistratura e della politica per accertare le responsabilità e adottare misure preventive. Le forze dell’ordine sono impegnate nella ricerca della donna e del complice, monitorando i familiari e la figlia maggiore, per accertare se si trovino ancora nella provincia di Salerno o abbiano lasciato la regione.