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Da oggi il parcheggio di questo supermercato costerà 51 euro | Operazione magna-magna in questa città

Altro che sosta “gratis”: basta sforare i minuti e ti arriva a casa una richiesta fino a 51 euro, anche se prezzo e km non ti avvisano.

La scena è quella più comune: entri nel parcheggio del supermercato, fai la spesa, magari ti fermi due minuti in più tra coda alle casse e un salto in farmacia, poi torni alla macchina convinto di non aver fatto nulla di strano. E invece è proprio lì che scatta la sorpresa: non una multa sul parabrezza, non un avviso immediato, ma una lettera che arriva dopo e che trasforma una sosta “normale” in un conto salato.

Il meccanismo che fa discutere è semplice e proprio per questo è pericoloso: telecamere che leggono la targa all’ingresso e all’uscita e calcolano il tempo di permanenza. Se superi il limite previsto dal regolamento del parcheggio, parte una richiesta di pagamento che può diventare pesante. Secondo quanto segnalato da Altroconsumo, nei parcheggi gestiti in questo modo molti automobilisti si sono visti recapitare richieste da 40 euro e, in alcuni casi, la cifra può arrivare a 51 euro sommando penale, spese amministrative e costi indicati nella comunicazione.

Il trucco che ti frega: non è una “multa” classica, ma una penale che arriva dopo

La parte che manda in confusione è la parola che tutti usano: “multa”. In realtà, quello che ti contestano non nasce da un vigile o da un verbale del Codice della strada, ma da un regolamento privato: entrando nell’area di sosta, l’utente viene considerato come se avesse accettato un contratto di parcheggio con condizioni e limiti di tempo.

Ecco perché non te ne accorgi dal prezzo “giusto” o dai chilometri dell’auto: qui non c’entra il valore del mezzo, c’entra la permanenza. Se la segnaletica è poco chiara o se non hai un biglietto in mano che ti ricordi l’orario, il rischio è di scoprire tutto quando ormai è tardi, con una richiesta che sembra sproporzionata rispetto a qualche minuto di ritardo.

Supermercato e costi nascosti – Pixabay – www.risorgimentonocerino.it

Perché si parla di “magna-magna”: la cifra lievita e la sensazione è di trappola

Il punto che fa arrabbiare di più non è solo la penale in sé, ma l’effetto complessivo: da parcheggio percepito come gratuito si passa a un importo che, tra penale e spese, diventa una mazzata. E quando la richiesta arriva a casa, senza che tu abbia avuto un avviso immediato o un sistema semplice per controllare il tempo, la sensazione è quella di una trappola costruita sul dettaglio.

In questi casi la differenza la fa la consapevolezza: leggere davvero i cartelli all’ingresso, capire quanto dura la sosta consentita e tenere a mente l’orario di entrata. Perché l’errore più comune è proprio quello di fidarsi della normalità: si entra, si compra, si esce. Solo che qui, a cambiare le regole, è un cronometro invisibile che può trasformare la spesa in un conto da 51 euro al Carrefour di Como.

Mirco Vuccino

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