RC Auto (wiki commons) risorgimentonocerino.it
Dal 1° gennaio 2026 arriva una stangata “invisibile”: una tassa più alta sulle coperture accessorie può far salire il premio anche se non hai fatto incidenti.
L’idea che l’Rc Auto “resti uguale” è quella che molti si ripetono per non pensarci, finché non arriva il rinnovo e la cifra sul preventivo cambia tono. Questa volta il motivo non sarebbe un improvviso boom di sinistri o una classe di merito peggiorata, ma una modifica fiscale che si aggancia alle voci più comuni dentro le polizze, quelle che spesso firmi senza farci troppo caso.
Secondo quanto riportato da Virgilio Motori, il punto è la cosiddetta “regola del 10%”: un aumento dell’imposizione che non colpisce tanto la responsabilità civile obbligatoria in sé, quanto le coperture aggiuntive abbinate, soprattutto quelle legate agli infortuni del conducente, quasi sempre proposte in pacchetto e presentate come “tutela minima indispensabile”.
Detta senza giri di parole, l’effetto è semplice: se la tua assicurazione include una copertura accessoria, l’aumento dell’aliquota può riflettersi sul costo finale. È qui che nasce lo schiaffo, perché molti automobilisti scopriranno che il rincaro non dipende dal loro comportamento alla guida, ma da una voce che sta sotto la superficie del contratto.
E la cosa più frustrante è proprio questa: puoi essere il guidatore più prudente del mondo, non fare un sinistro per anni, e ritrovarti comunque con un premio più alto “per sistema”. In pratica paghi di più non perché sei diventato un rischio, ma perché la componente fiscale cambia e la compagnia la ribalta sul prezzo.
Il passaggio delicato è uno: non tutte le polizze sono identiche. C’è chi ha solo l’Rc Auto “nuda”, e chi invece si ritrova dentro un pacchetto pieno di garanzie. Se hai l’infortuni conducente, se hai clausole extra, se hai protezioni aggiuntive che sembravano “due spicci”, è lì che il colpo può farsi sentire. E siccome molte offerte le includono automaticamente, il rischio è accorgersene solo a giochi fatti.
Per non subire il classico “paga e stai zitto”, l’unica mossa sensata è pretendere chiarezza: chiedere la scomposizione del premio, capire quanto pesa la parte fiscale e valutare se quelle garanzie extra ti servono davvero o se stai finanziando abitudini che non hai. Perché dal 1° gennaio la differenza la farà meno la tua guida e molto di più la tua capacità di leggere una riga che, di solito, nessuno guarda.
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