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Nocera, addio ai prefabbricati del sisma: partono le demolizioni dopo 40 anni | Cosa cambierà nel rione Montevescovado

Il Comune apre una nuova fase per l’area costruita dopo il terremoto che distrusse tutto, adesso cosa succede

L’avvio delle demolizioni dei prefabbricati pesanti nel rione Montevescovado segna una giornata definita “storica” dal sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio. I primi due edifici, parte di un complesso di 17 strutture realizzate all’indomani del terremoto del 1980 per fronteggiare l’emergenza abitativa, hanno iniziato a essere abbattuti dopo oltre quarant’anni di utilizzo. In quegli alloggi vivono ancora 281 nuclei familiari, testimonianza di quanto quelle soluzioni provvisorie siano diventate, nel tempo, abitazioni permanenti.

Le prime operazioni riguardano le due palazzine al civico 20 di via San Prisco, sgomberate due mesi fa. I 32 nuclei familiari che vi risiedevano sono stati trasferiti in alloggi temporanei con spese coperte dal Comune, nell’attesa che vengano completate le nuove palazzine finanziate dal PNRR, la cui consegna è prevista entro la prossima primavera. L’intera riqualificazione dell’area rientra invece nei fondi PRIUS della Regione Campania, destinati alla rigenerazione dei quartieri marginalizzati attraverso interventi integrati di sviluppo sociale, economico e ambientale.

Il progetto di rigenerazione urbana e le opere previste

Il piano di trasformazione del quartiere prevede la costruzione, al posto dei primi due prefabbricati demoliti, di una nuova area pubblica con piazza e parco giochi. È inoltre programmata la realizzazione di una strada di collegamento fino al ponte Santa Croce, al confine con Nocera Superiore, dove sorgerà uno svincolo dell’autostrada A3 Napoli–Pompei–Salerno. Un intervento che punta a ridisegnare la viabilità e migliorare l’accessibilità della zona, inserendosi nel più ampio progetto di rigenerazione del rione.

La scelta di avviare gli abbattimenti è stata resa possibile dopo aver individuato un nuovo lotto su cui edificare i futuri stabili, così da non interrompere il percorso abitativo delle famiglie coinvolte. A precedere le demolizioni, infatti, ci sono stati gli sgomberi, i traslochi degli arredi, l’ampliamento dell’area di cantiere e la predisposizione dei controlli di sicurezza necessari, comprese le demolizioni interne alle unità immobiliari.

demolizione_dei_prefabbricati_–_risorgimentonocerino.it

La posizione del sindaco De Maio e le prossime tappe

De Maio ha spiegato che raggiungere questo traguardo ha richiesto un lavoro costante e complesso, reso ancora più delicato dal cronoprogramma legato ai fondi PNRR, che impone scadenze rigide per non compromettere gli interventi. Il primo cittadino ha parlato apertamente delle difficoltà affrontate: dalla necessità di non alterare gli equilibri sociali durante la dislocazione delle famiglie, alla ricerca delle risorse economiche indispensabili per superare lacune progettuali e varianti, fino alla gestione delle tempistiche, vissute come un vero “conto alla rovescia”.

Con i lavori per la costruzione dei nuovi 32 alloggi ormai in fase avanzata, De Maio ha voluto ringraziare le famiglie trasferite, la squadra amministrativa e gli uffici comunali per la collaborazione e la fiducia dimostrata. Il percorso non è concluso: il Comune procederà infatti con gli ulteriori abbattimenti dei prefabbricati e con le opere previste a Montevescovado grazie ai fondi PRIUS e al supporto di ACER Campania, incaricata di completare gli scheletri edilizi rimasti incompiuti da anni, in un progetto che punta a trasformare radicalmente un’area simbolo della storia post-sisma della città.

Valeria Mazzantini

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