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Se non chiedi la rateizzazione adesso, pagherai molto più del dovuto: il trucco che i fornitori non vogliono farti scoprire

L’informazione che cambia tutto: le regole precise, le scadenze da non saltare e i casi in cui la rateizzazione è un diritto automatico

Quando arriva una bolletta che supera ogni previsione, il primo impulso è quello di rimandare l’apertura. Poi si guarda l’importo, si rilegge più volte e il pensiero corre subito a un’unica domanda: “E adesso come la pago?”. Non è un caso se, negli ultimi mesi, sempre più famiglie e single si trovano a fare i conti con conguagli più pesanti del solito o fatture improvvisamente raddoppiate. Qui entra in gioco uno strumento che può diventare l’unica ancora di salvezza per evitare morosità, distacchi e ansie inutili: la rateizzazione.

Una soluzione prevista per legge in precise circostanze, spesso ignorata o non comunicata a dovere, che permette di trasformare una maxi bolletta in una serie di pagamenti più sostenibili. Eppure, dietro questa possibilità ci sono regole ferree, differenze importanti tra mercato libero e tutelato e scadenze che non si possono sbagliare. Sapere come funziona davvero fa la differenza tra poter chiedere un aiuto immediato o perdere il diritto alla dilazione per un solo giorno di ritardo.

Quando puoi chiedere la rateizzazione e perché non tutti hanno gli stessi diritti

Nel mercato tutelato esistono condizioni molto precise che obbligano il fornitore a concedere la rateizzazione di una bolletta elettrica superiore a 50 euro. Il caso più frequente è quello dei ricalcoli basati su consumi effettivi che superano del 150% le precedenti fatture su stima, ed è ciò che spesso accade quando il contatore non viene letto per mesi. Altre situazioni riguardano malfunzionamenti del contatore, ritardi o irregolarità nella fatturazione oppure casi di morosità per utenti che ricevono il bonus elettrico. In questi scenari la rateizzazione non è una richiesta “di cortesia”, ma un diritto che deve essere segnalato in modo chiaro nella bolletta stessa o nella comunicazione di costituzione in mora.

Nel mercato libero, invece, tutto cambia: chi beneficia del bonus mantiene gli stessi diritti del mercato tutelato, mentre per tutti gli altri la possibilità di rateizzare dipende unicamente dal contratto firmato. Significa che ogni fornitore può prevedere regole diverse, tempistiche differenti e addirittura escludere del tutto la rateizzazione, se non prevista nelle condizioni generali.

Indipendentemente dal mercato, però, c’è un dettaglio cruciale: la richiesta di dilazione deve essere presentata entro 10 giorni dalla scadenza della bolletta se si appartiene al mercato tutelato. Una domanda tardiva può essere accettata, ma non è garantita. Nel mercato libero, le tempistiche sono indicate nel contratto e non seguono una norma unica.

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Quante rate si possono ottenere e come funziona davvero il pagamento

Quando il fornitore accoglie la richiesta, l’importo viene suddiviso in almeno due rate, di solito tante quante sono state le bollette stimate ricevute dopo l’ultima lettura reale. Significa che un conguaglio accumulato in sei mesi potrà essere spalmato in almeno due o tre emissioni, sempre con importo costante e stessa cadenza della fatturazione ordinaria. Le rate non possono essere cumulate: ognuna deve essere pagata entro la sua scadenza, altrimenti il rischio è quello di aprire una nuova situazione di morosità che annulla la dilazione concessa.

Sulle somme rateizzate vengono calcolati interessi determinati dal tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea, una percentuale generalmente contenuta ma comunque da tenere presente nel totale finale. Anche per il gas naturale esiste la possibilità di rateizzare, ma le regole cambiano leggermente: il ricalcolo deve superare il doppio dell’importo più alto tra le precedenti bollette su stima, purché l’aumento non sia dovuto soltanto alla stagionalità dell’uso del riscaldamento.

In sintesi, rateizzare è possibile, utile e in molti casi persino obbligatorio per il fornitore. Ma la finestra per agire è stretta e le condizioni cambiano in base al tipo di mercato, al contratto e alla tipologia di bolletta. Conoscere le regole è l’unico modo per non perdere un diritto che può fare davvero la differenza quando una fattura improvvisa rischia di sconvolgere il bilancio familiare.

Valeria Mazzantini

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