Pensionati, tegola di Natale: “Assegni più bassi del previsto” | Il no del Ministro gela milioni di famiglie
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La conferma arrivata nelle ultime ore spezza le attese di chi sperava in un dicembre più sereno: niente aumenti, niente conguaglio, e cifre che restano inchiodate allo 0,8%.
Dicembre per molti è il mese delle luci, delle feste e delle famiglie riunite, ma per milioni di pensionati quest’anno rischia di trasformarsi nell’ennesima amara delusione. Per settimane c’era chi sperava in un assegno più alto, un conguaglio capace di alleviare almeno un po’ il divario sempre più evidente tra pensioni ferme e costi della vita in continua ascesa. Ma la risposta arrivata dal Ministero dell’Economia ha spento ogni speranza. Giancarlo Giorgetti ha infatti confermato che non ci sarà alcun recupero sulla rivalutazione e che l’aliquota dello 0,8% resta definitiva, senza correzioni.
Un annuncio che pesa come un macigno soprattutto per chi vive con il trattamento minimo, poco più di 600 euro al mese. Una cifra che già di per sé rende difficilissimo coprire spese essenziali, e che senza il conguaglio rischia di trasformare il Natale in un periodo ancora più complicato. Negli ultimi anni l’inflazione ha pesato come non mai sui beni di prima necessità, e laddove nel 2023 i pensionati avevano ottenuto un recupero significativo a fine anno, oggi si devono confrontare con un secco “no” che lascia tutto com’è.
Perché il conguaglio salta e perché molti pensionati resteranno delusi
Secondo quanto spiegato dal Ministro Giorgetti, il tasso di rivalutazione stabilito per il 2025 – quello 0,8% arrivato a gennaio – sarebbe perfettamente allineato ai dati dell’inflazione rilevati nel corso dell’anno. Per questo, a differenza di quanto accaduto in passato, non ci sarebbe alcuna differenza da recuperare e quindi nessun aumento speciale a dicembre. Una valutazione che sorprende, dato che molti consumatori hanno percepito un aumento evidente dei prezzi, soprattutto nel comparto alimentare, dove la crescita è stata più marcata.
Il meccanismo infatti si basa sui dati dei primi nove mesi dell’anno precedente, ed è proprio qui che si crea la frattura tra numeri ufficiali e realtà quotidiana. Se l’inflazione riprende a salire dopo quel periodo, come avvenuto, i pensionati restano scoperti. Ed è proprio questo il punto dove molti speravano in un intervento politico, un correttivo capace di evitare che migliaia di famiglie passassero il Natale con un assegno decisamente inferiore alle aspettative.

Un Natale più difficile per chi attendeva un sostegno in più
Il rifiuto del conguaglio rischia di avere effetti profondi, perché avviene in un momento in cui molte famiglie anziane contavano su quelle risorse per le spese extra tipiche del periodo festivo. L’assenza dell’aumento non è solo una questione numerica, ma un segnale che molti interpretano come una mancanza di attenzione verso chi vive con pensioni che sfiorano appena la soglia minima. E la distanza tra il costo della vita e gli assegni Inps, già molto ampia, continua così ad allargarsi.
Il risultato è un dicembre che si preannuncia complicato, soprattutto per i pensionati più fragili. Nessun recupero, nessun sostegno aggiuntivo e una sensazione crescente di essere stati lasciati indietro. Una realtà che stride con le promesse, con le attese e soprattutto con le esigenze di chi ogni mese deve far quadrare i conti con poche centinaia di euro. Per molti, purtroppo, sarà davvero un Natale molto più amaro del previsto.
