Detrazioni genitori, puoi portarti a casa altri 210€ a figlio | L’incentivo poco sponsorizzato che vale un risparmio reale

Detrazioni genitori, puoi portarti a casa altri 210€ a figlio | L’incentivo poco sponsorizzato che vale un risparmio reale

Detrazioni-fiscali-che_non_hai_ancora_fatto_--_risorgimentonocerino.it

La normativa 2025 conferma un’agevolazione spesso ignorata: il 19% delle spese dei figli può essere recuperato, ma pochi sanno davvero come funziona.

In un periodo in cui iscrizioni, abbonamenti e attività extrascolastiche pesano sempre di più sui bilanci familiari, esiste un’agevolazione che potrebbe alleggerire le spese di moltissimi genitori. Eppure, nonostante sia prevista da anni, è ancora una delle misure fiscali più sottoutilizzate in assoluto. Parliamo della detrazione per le attività sportive dei figli, un incentivo che ritorna centrale con le regole aggiornate per il 2025 e che permette di recuperare parte dei costi sostenuti per palestre, piscine e associazioni dilettantistiche.

Il meccanismo è semplice ma poco conosciuto, e spesso ci si accorge della possibilità solo dopo aver già presentato la dichiarazione dei redditi. Una mancata consapevolezza che porta molte famiglie a rinunciare, inconsapevolmente, a un risparmio concreto. Proprio ora che tariffe e costi legati allo sport giovanile continuano a crescere, l’agevolazione torna al centro dell’attenzione e diventa un vero alleato per chi vuole garantire ai propri figli un’attività fisica costante e di qualità.

Come funziona l’incentivo: chi ha diritto alla detrazione e fino a quanto si può recuperare

La legge consente ai genitori di detrarre il 19% delle spese sostenute per ragazzi tra i 5 e i 18 anni. Sono comprese le iscrizioni annuali e gli abbonamenti a palestre, piscine, associazioni sportive dilettantistiche e strutture destinate alla pratica sportiva non professionale. Il limite massimo detraibile è fissato a 210 euro per ciascun figlio, equivalente a un risparmio massimo di 39,90 euro sulle imposte.

La somma può essere suddivisa tra entrambi i genitori in base a chi ha sostenuto la spesa, e la detrazione è valida anche per i figli fiscalmente a carico. Il beneficio è pieno per i contribuenti con un reddito fino a 120.000 euro; oltre questa soglia inizia una riduzione progressiva che si azzera al raggiungimento dei 240.000 euro. Dal 2025 entrano in vigore ulteriori limiti per chi supera i 75.000 euro, confermando una tendenza che lega sempre più il vantaggio economico alla situazione reddituale della famiglia.

Detrazioni-fiscali-che_non_hai_ancora_fatto_–_risorgimentonocerino.it

Strutture ammesse, requisiti e regole da conoscere per non perdere il beneficio

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda le strutture abilitate. Le associazioni sportive devono riportare nella denominazione la loro finalità e la natura dilettantistica, mentre palestre, piscine e impianti privati o pubblici devono essere destinati esclusivamente alla pratica sportiva non professionale. Si tratta di un chiarimento introdotto dal decreto del Ministro per le Politiche giovanili insieme al Ministero dell’Economia, che aiuta a distinguere in modo chiaro quali realtà sono idonee ai fini della detrazione.

Il beneficio, pur non rappresentando una somma elevata, può fare la differenza per molte famiglie, soprattutto considerando il numero crescente di attività sportive frequentate dai bambini tra i 5 e i 18 anni. Non si tratta solo di un risparmio fiscale, ma di un incentivo a mantenere i figli attivi, in un contesto in cui la sedentarietà giovanile è diventata una delle principali preoccupazioni per genitori, pediatri e insegnanti.

Alla luce dell’aggiornamento normativo, vale dunque la pena controllare ricevute, iscrizioni e abbonamenti già pagati, per assicurarsi di non perdere un’opportunità troppo spesso ignorata. Recuperare parte delle spese è possibile, basta conoscere la procedura e verificare di rientrare nei requisiti stabiliti dalla legge. Una piccola ma concreta forma di sostegno in un periodo in cui ogni risparmio conta davvero.