È stato un passante, impegnato nel suo giro mattutino tra gli alberi del parco Forlanini, il primo a rendersi conto che qualcosa non andava. Un dettaglio fuori posto, un silenzio diverso, una presenza immobile vicino al parcheggio di via Taverna. Erano da poco passate le 6:30 quando l’allarme è scattato: un ragazzo giaceva a terra, privo di sensi. E in pochi minuti, ciò che doveva essere una normale mattina si è trasformato in un dramma sotto gli occhi increduli dei residenti.
L’allarme del passante e i soccorsi arrivati in pochi minuti
Le sirene hanno squarciato la quiete dell’alba. Sul posto sono intervenuti i soccorritori dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) con ambulanza e automedica, ma ogni tentativo di rianimare il giovane si è rivelato inutile. Il ragazzo, appena 28 anni, era già privo di vita. A supporto delle operazioni sono arrivati anche i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno subito isolato l’area per avviare le prime verifiche.
Mentre la notizia correva veloce sui social e tra i frequentatori del parco, gli investigatori hanno iniziato la raccolta degli indizi, cercando di ricostruire i momenti precedenti al ritrovamento. Le prime ipotesi parlano di un possibile gesto volontario, ma al momento nessuna pista viene scartata. Non emergono segni che facciano pensare al coinvolgimento di terze persone, anche se le indagini rimangono aperte e si cercano testimoni che siano passati nella zona nelle prime ore del mattino.
Il dolore del quartiere e le domande che restano sospese
Il parco Forlanini non è soltanto un’area verde: è un punto di riferimento quotidiano per famiglie, runner, ciclisti, lavoratori che lo attraversano per raggiungere la città. Per questo la notizia ha colpito profondamente chi vive la zona ogni giorno. Molti si sono fermati davanti al nastro dei carabinieri, increduli e scossi, cercando risposte che per ora non ci sono.
Le generalità del ragazzo non sono state rese note, ma la sua presenza silenziosa tra gli alberi del parco è diventata un simbolo di fragilità, una ferita aperta nella routine di una Milano che corre sempre, spesso senza accorgersi della solitudine e delle difficoltà che attraversano le vite delle persone. Nel quartiere si respira un dolore composto, fatto di sguardi bassi e di domande senza risposta: cosa è accaduto davvero? E perché proprio lì, all’alba, quando la città non era ancora sveglia?
Resta il silenzio, quello che ha avvolto la scena al momento del ritrovamento e che ancora oggi pesa sul parco. Un silenzio che accompagna i pensieri di chi è passato, di chi ha visto, di chi vive ogni giorno quello spazio e che stamattina, per la prima volta, ha sentito che qualcosa si era spezzato per sempre.