ORE 22.30: arriva il primo Coprifuoco dai tempi del covid | “Le strade devono essere vuote”: giovani chiusi in casa

Il coprifuoco estivo

Il coprifuoco estivo (Fonte: Canva) - www.risorgimentonocerino.it

Il lockdown è tornato più forte di prima e non è possibile fermarlo. La decisione del governo è stata presa.

C’è chi ancora rabbrividisce al solo sentir nominare la parola “coprifuoco”. Durante la pandemia di Covid-19 è diventata un simbolo di restrizione, un limite invalicabile imposto alla quotidianità. Da un giorno all’altro, le città si sono svuotate, le piazze si sono spente e la vita si è spostata dentro casa.

Nessuno poteva uscire dopo una certa ora, se non per motivi di necessità. Un silenzio surreale avvolgeva le strade, rotto solo dalle sirene e dal rumore lontano dei telegiornali accesi nelle cucine. Le conseguenze psicologiche di quei mesi sono state profonde. Giovani e anziani hanno vissuto un isolamento forzato, mentre l’ansia collettiva cresceva.

Le giornate si confondevano, i ritmi si spegnevano, e l’abitudine al contatto umano sembrava un lusso perduto. Quando finalmente le restrizioni sono cadute, la parola “libertà” ha ripreso significato, ma il ricordo di quel periodo è rimasto impresso nella memoria di tutti. È bastata, ora, una semplice notizia di coprifuoco per riaccendere quel brivido di inquietudine, riportando la mente a un tempo che si sperava concluso.

La dittatura sanitaria

All’epoca, non mancò chi parlò di dittatura sanitaria. I social si riempirono di polemiche, accuse e complotti. Molti vedevano nel lockdown e nelle misure di contenimento una limitazione ingiustificata della libertà personale. In realtà, si trattava di una scelta necessaria, adottata in tutto il mondo per contenere la diffusione del virus e attendere l’arrivo dei vaccini.

Col senno di poi, quelle decisioni si sono rivelate cruciali per salvare vite umane e garantire la tenuta del sistema sanitario. Ma la paura, la solitudine e la sfiducia istituzionale nate in quel periodo continuano a pesare ancora oggi, alimentando la diffidenza verso qualsiasi forma di restrizione pubblica.

Lockdown (pexels) risorgimentonocerino.it

Il nuovo coprifuoco

Eppure, il nuovo “coprifuoco” di cui si parla in queste ore non ha nulla a che vedere con emergenze sanitarie. Comozero.it ha diffuso la notizia. A Como, dalle 22.30 alle 5.15 entrerà in vigore una chiusura notturna dovuta ai lavori urgenti sul ponte del torrente Girola, danneggiato dall’alluvione dello scorso settembre. Per consentire le operazioni di messa in sicurezza, la SP ex SS 583 Lariana resterà interdetta al traffico nelle notti dal 5 al 7 e dal 10 al 14 novembre 2025.

Durante quelle ore, le auto verranno deviate lungo percorsi alternativi sulla SP44 del Piano del Tivano e sulla SP41 della Valassina. Nessuna misura coercitiva, dunque, ma una necessità tecnica per restituire sicurezza alla viabilità. Il coprifuoco torna, ma solo per far ripartire la città. E sono nella misura in cui per spostarsi ci sia bisogno di un’auto che passi da lì.