L’Inganno del Diavolo: Una Ricostruzione Storica del Male Cristiano

Questa analisi rivela la sorprendente origine del Diavolo, figura centrale nella teologia cristiana. Contrariamente alla credenza popolare, la sua esistenza non è un dato di fatto, bensì un’invenzione successiva. L’evoluzione del cristianesimo, ad opera di Paolo di Tarso, intreccia la presunta narrazione storica di Gesù, un rabbi ebreo messianico morto in una rivolta contro Roma, con elementi del platonismo e del neoplatonismo greci, attribuendogli poteri simili a quelli di figure storiche come Apollonio di Tiana. Paolo, per accreditare la sua nuova religione, la presenta come continuazione dell’Antico Testamento, sebbene le parole di Gesù stesso smentiscano la sua filiazione divina secondo Yahweh, trasformato da Paolo nel Dio unico del cristianesimo. Da qui nasce la necessità di un antagonista, una controparte malvagia che giustificasse la salvezza tramite l’obbedienza alle leggi divine. Così, Satana e i suoi compagni, come Belfagor, Belzebù e Asmodeo, prendono forma. Ma chi è, realmente, Satana? La parola, che significa letteralmente “avversario”, appare nella Bibbia 18 volte, indicando un ruolo, più che una persona: un’accusa pubblica temporanea attribuita a un individuo (o un Elohim), la cui funzione cessa una volta terminato il compito. Addirittura, in 1 Samuele 29:4, il termine “satàn” è applicato al re Davide, antenato di Gesù secondo la Chiesa, sollevando un’interessante contraddizione. La figura di Lucifero, poi, emerge da Isaia 14, un testo satirico diretto a un personaggio, forse Nabonedo, re di Babilonia sconfitto da Ciro il Grande, o Serse, che ambiva a superare Elyon, l’Altissimo. L’origine di Belfagor e Belzebù è altrettanto curiosa. Belfagor deriva da Baal-Peor, divinità moabita (Numeri 25:1-5), mentre Belzebù è una traslitterazione greca di Baal-Zebub, dio di Ekron (2 Re 1). Infine, la nozione stessa di Inferno è assente nella Bibbia, in contrasto con la credenza nella vita ultraterrena dei Farisei (di cui Gesù faceva parte), differenziandosi dai Sadducei. L’Ecclesiaste 3:19 afferma l’uguaglianza tra la sorte dell’uomo e quella delle bestie. La Geenna, indicata nei Vangeli come Inferno, è in realtà, come spiega l’Oxford Languages, la valle di Ennom, luogo di culto di Moloch e immondezzaio, dove ardeva un fuoco perenne.

Redazione

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