“O Cunto d’a Jatta”: Un racconto campano al Teatro Diana

La rassegna teatrale “L’Essere e l’Umano”, ideata da Simona Tortora e prodotta da Artenauta Teatro, con l’organizzazione di Giuseppe Citarella, prosegue il suo viaggio. Dopo il successo del monologo “Circe: le origini”, con Alessandra Fallucchi, la rassegna si sposta dalla mitologia greca alla ricca tradizione narrativa campana, un territorio fertile di storie tramandate oralmente e poi immortalate nella letteratura, divenendo parte integrante del patrimonio culturale regionale. Questa volta, l’attenzione si concentra su “O cunto d’a jatta”, una rappresentazione ispirata alla celebre fiaba di Giambattista Basile, “La gatta Cenerentola”, tratta dalla raccolta “Lo cunto de li cunti”. L’adattamento e la regia sono firmati da Antonello Ronga, che torna a collaborare con Artenauta Teatro dopo una pausa dovuta alla pandemia. La pièce, che richiama atmosfere antiche e radici territoriali, è un caleidoscopio di contaminazioni culturali e situazioni familiari che sorprendono e affascinano lo spettatore. Sul palcoscenico, 22 attori animeranno la scena con corpo e parola, sotto la guida attenta di Ronga. In un’intervista, il regista ha spiegato la scelta di Basile come fonte d’ispirazione: “Il nostro desiderio era quello di ripartire dalle radici, ricollegandoci alle tradizioni del nostro territorio, in particolare quelle dell’Agro Nocerino-Sarnese. I ‘cunti’ di Basile sono intrisi della nostra storia e cultura, e questo spettacolo è un omaggio alla figura meravigliosa della donna”. Ronga ha poi descritto il processo creativo dell’adattamento: “Abbiamo operato contaminazioni, soprattutto a livello musicale, e lavorato sulla caratterizzazione dei personaggi, modificando i generi e mescolando i ruoli per rendere la storia più vicina alla nostra contemporaneità. Il linguaggio originale, un napoletano arcaico e barocco, è stato adattato a una forma più moderna, con inflessioni del dialetto nocerino”. Lo spettacolo, suddiviso in quadri, esplora temi come la rivalsa, il rapporto tra umano e divino, la denuncia sociale e la superstizione, con personaggi come il “munaciello”, figura ambigua e sfaccettata. Il tono complessivo è quello di una commedia. Ronga ha concluso, parlando della sfida di dirigere un cast così numeroso: “Sono abituato a lavorare con grandi gruppi. L’importante è sapersi organizzare e rispettare i ruoli. In questo caso, il gruppo ha saputo ascoltare e fidarsi, creando un’atmosfera di collaborazione basata sulla fiducia reciproca”. Lo spettacolo andrà in scena domani, alle 20:45, al Teatro Diana di Piazza Guerritore. I biglietti, al costo di 12€ (10€ per under 18 e over 65), sono acquistabili presso la biglietteria del teatro o telefonando al 3205591797 e al 3287892486.

Redazione

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