L’inganno del mito: Adamo ed Eva, una creazione artificiale?

Le narrazioni bibliche della Genesi, in realtà, sono versioni semplificate e distorte di testi sumero-accadici precedenti, come l’Enuma Eliš, l’Epopea di Gilgameš e l’Atraḫasis. La Genesi stessa presenta due racconti distinti della creazione umana (Genesi 1:26-27 e Genesi 2:7-8), suggerendo una discrepanza significativa. Analizzando attentamente gli indizi presenti nel testo, l’ipotesi che Adamo ed Eva siano i progenitori dell’umanità appare insostenibile. La necessità di un segno per Caino (per evitare la sua uccisione), il suo matrimonio fuori dall’Eden e la costruzione di città, e la discendenza di Set culminante con Enos, offrono spunti decisivi. Particolarmente rilevante è la comparsa di Yahweh (il nome divino) per la prima volta nella genealogia di Enos (Genesi 4,26), indicando una svolta temporale nella narrazione divina. Questo contrasta con la descrizione di Yahweh come “uomo di guerra” (ish milkama) in altri passi biblici, suggerendo una discontinuità narrativa. Il professor Egael Safran, docente di etica medica all’Università di Gerusalemme, nel 1997, in un’intervista all’Unità, asserì con tranquillità che la creazione di Adamo ed Eva rappresenta un processo artificiale, paragonabile alla clonazione. Infatti, il testo ebraico originale suggerisce che “l’Adamo” (un gruppo, non un individuo) fu creato, non a immagine e somiglianza di Dio, bensì con un DNA che rifletteva l’immagine degli Elohim. Successivamente, fu collocato nell’Eden (Genesi 2,15) per coltivarlo e custodirlo. La creazione di Eva, descritta come la plasmazione di una donna da una “costola” (in ebraico, “parte laterale ricurva”, potenzialmente la cresta iliaca), richiama fortemente le tecniche di clonazione cellulare. L’esistenza dell’Homo erectus e dell’Homo habilis decine di migliaia di anni prima suggerisce che gli “adamiti” fossero una razza avanzata, creata per interagire direttamente con gli Elohim (o Anunnaki, secondo la mitologia sumera). La Genesi, dunque, appare come una sintesi semplificata di racconti sumero-accadici, dalla creazione dell’Adamu (o Lulu, “il miscelato”) al Diluvio Universale, dove Noè corrisponde a Ziusudra o Utnapištim. Le somiglianze tra questi testi antichi e la Genesi sono evidenti e invitano a una lettura più critica delle narrazioni tradizionali.

Redazione

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