Smantellamento di un cartello camorristico nell’Agro Nocerino-Sarnese: 25 arresti

Un’operazione congiunta di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ha portato all’arresto di 25 persone appartenenti a due organizzazioni criminali camorristiche interconnesse. L’azione, condotta all’alba, ha smantellato un’alleanza tra i clan Fezza-De Vivo di Pagani e Giugliano di Poggiomarino, che controllavano attività illegali nell’Agro Nocerino-Sarnese e parte della provincia di Napoli. Tra i destinatari delle misure cautelari, quasi tutti in carcere, figura anche un collaboratore di giustizia, sottoposto agli arresti domiciliari in una località protetta. Gli indagati rispondono di una vasta gamma di reati, tra cui associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, traffico di stupefacenti, porto illegale di armi, illecita concorrenza e riciclaggio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Salerno e dal Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, hanno rivelato che il clan Fezza-De Vivo, guidato da Francesco Fezza e Andrea De Vivo, dopo aver emarginato un esponente storico del gruppo, dominava Pagani e gran parte dell’Agro Nocerino-Sarnese. Il sodalizio controllava il mercato della droga, imponeva estorsioni e si era infiltrata nell’economia legale, ad esempio imponendo, con metodi violenti, la propria cooperativa di sanificazione, PEDEMA, nel periodo post-lockdown del 2020. La penetrazione nel tessuto economico è stata favorita dalla collaborazione con Brunone Tagliamonte, un commercialista accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, che ha agevolato il riciclaggio dei proventi illeciti. Il clan aveva anche tentato di acquisire attività commerciali e di infiltrarsi nel consorzio di gestione della zona industriale di Nocera Inferiore, in collaborazione con Rosario Giugliano, detto “il minorenne”.

Rosario Giugliano, scarcerato nel 2020, nonostante fosse distante dal suo territorio d’origine, aveva formato un’altra organizzazione criminale a Poggiomarino, estendendo la sua influenza in diversi comuni limitrofi. In questo agiva con la complicità di suo cognato, Francesco Sorrentino, detto “Giotto”, e del figlio della sua compagna, Alfonso Manzella, detto “Zuccherino”. Giugliano, con un lungo curriculum criminale, incluso omicidio, ha accumulato condanne per oltre 227 anni di reclusione ed è legato ad altre organizzazioni criminali, tra cui i clan Moccia, Mazzarella e Fabbrocino.

L’alleanza tra i due clan, formatasi nel 2020, ha portato ad un’inversione di rotta nel “Sistema”, la rete di spaccio di droga a Pagani e Nocera Inferiore. Inizialmente, i clan imponevano con la forza le proprie forniture. Successivamente, optarono per una gestione più discreta, permettendo agli spacciatori di acquistare la droga liberamente, a patto di versare un’estorsione mensile. L’indagine ha documentato diversi tentativi di omicidio e episodi estorsivi. Tra questi, il tentato omicidio di Domenico Chiavazzo, titolare della cooperativa Omega Service, nel maggio 2020, per il quale Giugliano è indagato come mandante. Altre azioni criminali, anche commesse dopo gli arresti, hanno coinvolto il pagamento di tangenti mensili da parte di imprenditori locali.

Il sequestro preventivo disposto dalla Guardia di Finanza ha colpito beni immobili, veicoli, conti correnti e attività commerciali per un valore stimato di circa un milione di euro. Le indagini sono estese anche all’estero, in Spagna, dove sono state individuate cinque aziende riconducibili agli indagati. Sono in corso ulteriori accertamenti su conti bancari e attività economiche italiane, tra cui bar, una società di gestione rifiuti, attività commerciali e agricole.

Redazione

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