Autorità giudiziarie salernitane hanno disposto il sequestro preventivo di ingenti beni appartenenti alla famiglia Serino, nota per i suoi legami con la criminalità organizzata. L’operazione, eseguita dai Carabinieri della Sezione Anticrimine di Salerno, ha portato al congelamento di quattro società – tre operanti nel settore agroalimentare (commercio di animali vivi e coltivazione di prodotti agricoli) e una sala giochi con accesso a internet – 43 proprietà immobiliari per un valore stimato di circa due milioni di euro, e 18 conti correnti. Le indagini, approfondite e mirate, hanno portato a ritenere che Matteo Serino, durante la detenzione del padre Anello, avesse assunto il controllo del gruppo criminale. L’attività estorsiva, particolarmente intensa dopo la catastrofica frana del maggio 1998, si concentrava sulle imprese impegnate nella ricostruzione post-disastro. I profitti illeciti, secondo le accuse, venivano reinvestiti in varie attività economiche, tra cui, significativamente, la gestione e distribuzione di apparecchi da gioco (videopoker) in una vasta area della provincia di Salerno. Il provvedimento giudiziario consegue a un’articolata ricostruzione dell’operatività della cosca, che avrebbe intensificato le sue attività criminali proprio in seguito alla calamità naturale del 1998.
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