Il presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi, professor Diego Foschi, ha espresso profonda preoccupazione per lo stato del sistema sanitario nazionale in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute. Rappresentando circa 50.000 chirurghi, Foschi ha sottolineato che le recenti riforme, pur lodevoli nell’intenzione di potenziare l’assistenza territoriale, rischiano di aggravare la situazione già critica degli ospedali italiani. L’attenzione focalizzata sulla cura domiciliare per le patologie croniche, seppur necessaria, non tiene conto della grave insufficienza delle strutture ospedaliere, incapaci di far fronte alle esigenze della popolazione per le malattie acute. Il professor Foschi evidenzia come gli interventi, nonostante gli stanziamenti del PNRR e le spese per l’emergenza Covid-19, siano insufficienti, portando ad una riduzione della spesa sanitaria rispetto al PIL del 2019. Questa situazione compromette gravemente l’attività chirurgica, con un elevato numero di interventi inevasi e liste d’attesa destinate ad allungarsi ulteriormente. Il risultato è un sistema sanitario inadeguato a garantire le cure necessarie, con gravi ripercussioni sulla salute della popolazione. In conclusione, la lettera lancia un appello accorato affinché le istituzioni prendano in seria considerazione le esigenze del settore ospedaliero, riconoscendo l’ospedale come struttura fondamentale per la cura delle malattie acute e non solo delle patologie croniche. La salute non si limita alla gestione del Covid-19.
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