Genova: I “Poli Risorse Educative Speciali” e il Futuro dell’Inclusione Scolastica

L’inclusione scolastica di studenti con bisogni educativi speciali (BES) particolarmente complessi presenta sfide significative. Spesso, la realtà supera l’obiettivo dichiarato di un’inclusione a tutti i costi, trasformando le scuole in centri di gestione burocratica, senza garantire un effettivo impatto positivo sul futuro degli alunni. La mancanza di prospettive concrete al termine del percorso scolastico rappresenta una grave lacuna in un sistema che ambisce a un’inclusione autentica ed equa. Le difficoltà si amplificano quando si tratta di studenti che necessitano di assistenza continua, personale specializzato, ausili specifici e supporto infermieristico, risorse che spesso le singole scuole non possono fornire. In questi casi, gli insegnanti, gli assistenti e i collaboratori si trovano a gestire situazioni al di fuori delle proprie competenze, con conseguenti riduzioni dell’orario lavorativo o con la delega di responsabilità alle famiglie, generando ulteriori stress e disagi.

Un’iniziativa innovativa, sviluppata negli ultimi anni a Genova, offre un modello promettente: i “Poli Risorse Educative Speciali” (RES), ora riuniti nella rete “Non Uno di Meno”. Questi centri rappresentano una sinergia tra istituzioni, scuole e famiglie. L’Ufficio Scolastico Regionale fornisce docenti di sostegno; l’ASL assicura personale medico e infermieristico; il Comune si occupa di trasporto, spazi attrezzati, ausili personalizzati, materiale sanitario, operatori socio-assistenziali e servizi mensa. Le singole scuole, infine, integrano queste risorse con le proprie, organizzando orari e attività didattiche.

Questa esperienza genovese suggerisce la necessità di una rivisitazione a livello nazionale del sistema di inclusione, coinvolgendo attivamente le ASL nella fase diagnostica, le associazioni di persone con disabilità, le famiglie e le scuole. Solo attraverso una collaborazione efficace sarà possibile costruire una scuola veramente inclusiva, che non si limiti a garantire la presenza degli studenti, ma che pianifichi il loro futuro con attenzione e concretezza.

Redazione

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