La Valle del Sarno: un disastro ambientale peggiore della Terra dei Fuochi?

La Valle del Sarno è teatro di una crisi ambientale di proporzioni allarmanti, forse persino superiore a quella della tristemente nota Terra dei Fuochi. Lunedì scorso, una manifestazione a Starza, vicino Nocera Inferiore, ha riunito cittadini e associazioni, tra cui il Comitato “La fine della vergogna”, per denunciare l’incuria politica di fronte a un’emergenza sanitaria di lunga data. Tra i partecipanti, il ricercatore del CNR Rocco De Prisco, da decenni impegnato nello studio degli inquinanti nell’agro nocerino-sarnese, e il dottor Agostino Galdi, neuropsichiatra e primo referente scientifico del Comitato. De Prisco ha espresso profonda preoccupazione per la presenza di probabili cancerogeni nell’acqua potabile e nell’ambiente circostante, sottolineando gli effetti devastanti sulla salute, specialmente sui bambini, con un aumento esponenziale di disturbi neurologici, come deficit di attenzione e autismo. Secondo il ricercatore, la mancanza di interventi di bonifica del territorio prospetta un futuro cupo, evidenziando come la gravità del problema della Valle del Sarno sia drammaticamente sottovalutata, a dispetto della letteratura scientifica internazionale. La situazione è ulteriormente aggravata dal continuo superamento dei limiti di PM10, con ben 28 giorni di sforamento nel solo mese precedente alla protesta. Galdi, denunciando l’assenza di una seria presa di coscienza politica, ha evidenziato la paradossale esclusione del fiume Sarno dai fondi del Recovey Fund, simbolo di una vergogna persistente. Invitando i cittadini ad abbandonare il ruolo passivo di spettatori e a diventare attori protagonisti di una battaglia per la tutela ambientale, Galdi ha evidenziato la disarmante differenza tra l’attivismo civico in altri Paesi, come la Germania, e l’inazione in Campania, maglia nera per il 26° anno consecutivo per illegalità ambientale, secondo il rapporto Ecomafia 2020. La mancanza di partecipazione civica, conclude Galdi, è il fattore determinante di questa perdurante crisi.

Redazione

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