Il 5 maggio 1998: Un ricordo indelebile di dolore e solidarietà nell’Agro Nocerino-Sarnese
Ventitré anni dopo la catastrofe che sconvolse Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello, la memoria collettiva si stringe attorno alle 160 vittime della terribile frana del 5 maggio 1998. Una massa enorme, stimata in circa due milioni di metri cubi di fango e detriti, si abbatté con violenza inarrestabile, causando la morte di 160 persone e ferendo centinaia di altre. L’ospedale “Villa Malta” di Sarno fu completamente distrutto, con la frazione di Episcopio rasa al suolo e 137 vittime registrate solo in questo comune, il più colpito dalla tragedia. L’immane evento calamitoso mobilitò una risposta immediata e commovente: cittadini e volontari della Protezione Civile, provenienti da ogni angolo della Campania, affluirono nell’Agro Nocerino-Sarnese per assistere i soccorritori. Giorni e notti interminabili, sotto una pioggia incessante, si lavorò senza sosta per cercare sopravvissuti tra i cumuli di fango e macerie. Tra le vittime, ricordiamo il dottor Maurizio Marino e l’infermiere Enrico Battipaglia, entrambi di Nocera Inferiore e in servizio presso l’ospedale di Sarno, a cui è stato dedicato il piazzale antistante l’ospedale Umberto I della loro città natale. A distanza di anni, i sindaci della provincia di Salerno hanno rinnovato il loro ricordo di quella data funesta, sottolineando l’immenso dolore delle famiglie colpite e l’impegno encomiabile di quanti, con mesi di duro lavoro, contribuirono a ricostruire, seppur parzialmente, la normalità.
