Un’operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza ha portato all’arresto di 45 persone e al sequestro di beni per un valore di circa 50 milioni di euro. L’azione, condotta nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Caserta, Cosenza e Taranto, ha sgominato una vasta organizzazione criminale dedita al traffico illecito di idrocarburi, con un giro d’affari annuo stimato in 30 milioni di euro. Le indagini hanno evidenziato la connivenza con esponenti di clan mafiosi di Taranto e dei Casalesi. L’organizzazione immetteva sul mercato carburante per uso agricolo, venduto a prezzo maggiorato come gasolio per autotrazione, eludendo i controlli attraverso la falsificazione della documentazione e l’utilizzo di “pompe bianche”. Il sistema prevedeva la manipolazione del gasolio agricolo per renderlo indistinguibile da quello per autotrazione, permettendo di aggirare sia il sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate che i controlli delle forze dell’ordine. L’inchiesta si è concentrata in particolare sulla società Carburanti Petrullo s.r.l. di San Rufo, il cui improvviso aumento di fatturato e investimenti ha coinciso con l’ingresso nella compagine sociale di membri della famiglia Diana di Caserta. Le indagini hanno accertato che i proventi illeciti venivano reinvestiti in beni immobili e partecipazioni societarie, creando un circuito economico opaco che ha favorito l’ascesa della famiglia Diana nel settore della compravendita di idrocarburi nel Vallo di Diano. Tensioni interne tra i gruppi criminali coinvolti, in particolare tra quello lucano e quello tarantino, sono emerse a seguito del tentativo del Petrullo di stringere accordi segreti con il gruppo tarantino, ma la comune convenienza nel mantenere un basso profilo ha evitato scontri aperti. Tra le violazioni accertate, anche la partecipazione ad una gara d’appalto per la fornitura di carburanti ad un Consorzio di Bonifica, aggiudicata con metodi illeciti e la complicità di un carabiniere infedele, che ha fornito informazioni riservate in cambio di gasolio. Il sequestro preventivo disposto dai GIP di Potenza e Lecce ha interessato le società Carburanti Petroli s.r.l., Dipiemme Petroli s.r.l., Tor Petroli s.r.l., Autotony s.r.l. e altri otto complessi aziendali, oltre a denaro, veicoli, immobili e altri beni per un totale di circa 50 milioni di euro.
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