La distruzione di Nocera Inferiore: un’eredità di scelte discutibili e disastri naturali

Gli anni ’70 segnarono un periodo di scelte politiche controverse a Nocera Inferiore, con conseguenze devastanti per la città. Una decisione sconsiderata permise la creazione di una cava a sud, deturpando il paesaggio e sfruttando risorse naturali senza adeguate contropartite. Contemporaneamente, la minaccia di chiusura dello stabilimento MCM di Via Napoli da parte dell’ENI costrinse l’amministrazione a espropriare terreni a Fosso Imperatore, cedendoli all’azienda senza ottenere nulla in cambio, nonostante le proposte di alcuni amministratori di imporre condizioni vantaggiose per la collettività. Questa operazione, priva di trasparenza, evidenzia una gestione del territorio miope e incline a favorire interessi privati a scapito del bene comune. La successiva approvazione del piano regolatore nel 1972, seppur riuscì a evitare una cementificazione incontrollata, non riuscì a sanare i danni già inferti. La chiusura quasi simultanea della fabbrica Gambardella nel 1974, dopo un accordo inizialmente promettente poi disatteso, completò il quadro di un tessuto economico e sociale in grave sofferenza. Il terremoto del 23 novembre 1980 rappresentò la catastrofe finale. Oltre il 50% degli edifici divenne inagibile, causando la morte di 33 cittadini e ferendo quasi 200. La popolazione si ritrovò a vivere in tende e, successivamente, in container, in accampamenti improvvisati che, ancora oggi, in alcuni casi, generano controversie legali. Nonostante la generosa opera di volontariato, l’emergenza svelò un lato oscuro, con episodi di violenza legati all’accaparramento di aiuti. L’assassinio del sindaco di Pagani, Marcello Torre, l’11 dicembre 1980, segnò una svolta drammatica, indicando l’ingerenza di forze criminali nella ricostruzione e minando la fiducia nella politica locale. La scelta di collocare prefabbricati pesanti a Monte Vescovado, presentata come soluzione temporanea ma ancora presente a distanza di anni, evidenzia una mancanza di pianificazione a lungo termine e un’assenza di condivisione popolare. Questi eventi, uniti a scelte politiche discutibili e a un contesto sociale complesso, hanno segnato profondamente la storia di Nocera Inferiore, lasciando un’eredità di problematiche ancora irrisolte che richiedono un’attenta riflessione.

Redazione

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