Operazione Tartaruga: Un’indagine su vasta scala alla Dogana di Salerno
Un’operazione della Guardia di Finanza, denominata “Operazione Tartaruga”, ha portato all’arresto di 69 persone e a 84 perquisizioni domiciliari a Salerno. L’inchiesta, durata dal 16 aprile 2018 ad agosto dello stesso anno, scaturita da una segnalazione dell’Ufficio europeo antifrode, ha svelato una rete di corruzione che coinvolgeva quasi un terzo dei dipendenti della Dogana di Salerno, tra cui il direttore ad interim e il vicedirettore. Le accuse riguardano oltre 100 capi di imputazione, tra cui contrabbando di tabacchi lavorati esteri, peculato, corruzione, traffico internazionale di rifiuti, ricettazione, accesso abusivo a sistemi informatici, rivelazione di segreto d’ufficio, falso in atto pubblico, traffico di influenze illecite e favoreggiamento personale.
L’indagine ha rivelato 53 episodi di appropriazione indebita di merci, anche di scarso valore, che hanno causato un danno economico stimato in oltre 1.200.000 euro, evasi in dazi doganali. Tra gli arrestati vi sono 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, un dipendente amministrativo della Procura di Salerno, un militare della Guardia di Finanza e 10 privati cittadini. Le misure cautelari comprendono 39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora e 9 interdizioni dall’esercizio della professione o del pubblico servizio.
L’indagine è partita da un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, destinato apparentemente al Marocco, ma che è stato illegalmente immesso sul mercato italiano con la complicità di funzionari doganali. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno documentato accordi corruttivi per controlli fittizi sulle merci, sia dal punto di vista amministrativo che sanitario, con il pagamento di tangenti a funzionari conniventi. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso furti di merci dai container in attesa di controllo, perpetrati da funzionari doganali, personale sanitario, spedizionieri e personale addetto al facchinaggio.
L’inchiesta ha inoltre portato alla luce un traffico internazionale di rifiuti, coinvolgendo 2 spedizionieri doganali e 7 cittadini africani, con il sequestro di oltre 60 tonnellate di rifiuti, oltre 1000 pannelli fotovoltaici e circa 1000 batterie rubate. Infine, due avvocati e un dipendente del Ministero della Giustizia sono indagati per accesso abusivo a sistemi informatici e divulgazione di informazioni riservate a favore di funzionari doganali. Un militare della Guardia di Finanza è accusato di aver attestato falsamente il rientro di merci temporaneamente esportate, in realtà mai transitato nel porto di Salerno.
