Due Eroi Dimenticati di Nocera Inferiore

La recente pandemia, paragonata a una guerra, ha messo in luce la triste solitudine della morte, spesso priva di congedi e abbracci finali. Questa solitudine, purtroppo, è una costante nelle guerre: i caduti in battaglia sono raramente confortati da un ultimo saluto, e spesso nemmeno un funerale degno li accompagna nell’ultimo viaggio. Mentre alcuni combattenti trovano, dopo il conflitto, commemorazioni e monumenti a loro dedicati, altri vengono inghiottiti dall’oblio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la notizia della morte di un caro giungeva spesso alle famiglie da località sconosciute, con pochi dettagli sulle circostanze, e la sopravvivenza era la priorità, soprattutto per le famiglie più povere. Ho scoperto con stupore che due concittadini di Nocera Inferiore, eroi della Resistenza, venivano onorati nei luoghi della loro morte, ma la loro memoria era totalmente assente nella loro città natale.

Antonio Tramontano (“Totò”), nato a Piedimonte nel 1922, muratore di professione, combatté nella XI Divisione Garibaldi nel Cuneese. Catturato dai tedeschi a Castelletto di Busca nel novembre 1944, insieme alla comandante partigiana Maria Luisa Alessi e ad altri compagni, fu fucilato a Cuneo come rappresaglia per l’uccisione di un maresciallo fascista. Una lapide nel luogo dell’eccidio li ricorda, e nel 2009 una seconda targa aggiunse i nomi e le città di origine delle vittime.

Similmente, Salvatore Iannone (“Jenno”), nato a Capocasale nel 1924 e contadino di professione, prestò servizio nella 5ª Divisione Garibaldi e nella 75ª Brigata Garibaldi. Nell’agosto 1944, durante un attacco a un caposaldo fascista a Pralungo, tentò audacemente di distruggere un faro nemico, venendo gravemente ferito e catturato. Fucilato il giorno dopo, la sua morte fu ufficializzata solo venti giorni più tardi. Il Comune di Pralungo informò quello di Nocera Inferiore solo mesi dopo, quando i compagni di Jenno rivelarono la sua vera identità.

Per molti anni, i nomi di Tramontano e Iannone rimasero negli archivi dell’ANPI. Grazie al lavoro della sezione ANPI di Salerno, presieduta dal dottor Ubaldo Baldi, e della Fondazione Galante Oliva, la loro storia è finalmente giunta a Nocera Inferiore. Nel 60° anniversario della Costituzione, una lapide sulla scalinata del municipio ha finalmente consacrato la memoria di questi due partigiani, a lungo dimenticati dalla loro città.

Redazione

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