Il Coronavirus paralizza la Serie D: un’analisi della situazione

L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha gettato nell’incertezza il campionato di Serie D, generando caos e disorientamento tra le squadre. Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti (LND), in risposta al decreto governativo sul rischio contagio, ha sospeso tutte le attività fino al 3 aprile 2020 (Comunicato Ufficiale 281). L’imprevedibilità del virus, e la conseguente difficoltà di programmazione, rende complesso il quadro per i 18 club del girone H. Mentre le partite sono state annullate, le reazioni delle società sono variegate. Alcuni club, come Bitonto, Foggia e Taranto, proseguono gli allenamenti, mentre altri, tra cui Agropoli e Fasano, hanno posticipato la ripresa intorno al 15 marzo. La maggioranza, inclusa la Nocerina, ha optato per la sospensione temporanea degli allenamenti della prima squadra e del settore giovanile, fino a nuove disposizioni. Questa scelta permette ai tesserati di aderire alla campagna “restare a casa”, un messaggio di responsabilità particolarmente importante per il mondo del calcio, così seguito e imitato. La mancanza di chiarezza normativa aggrava la situazione, creando difficoltà nella definizione di strategie a lungo termine e generando preoccupazioni circa la ripresa del torneo, compresa la possibilità di riaprire gli stadi al pubblico dopo il 3 aprile. Il presidente della LND, Cosimo Sibilia, ha giustificato la sospensione per evitare gare a porte chiuse, sottolineando la priorità della salute pubblica rispetto allo spettacolo sportivo. In caso di prolungamento dell’emergenza, si prospetta la ripresa del campionato a porte chiuse. La LND sta valutando anche la possibilità di due ulteriori rinvii, con un ipotetico ritorno in campo il 26 aprile, prevedendo partite ogni domenica e mercoledì fino al 21 giugno. Un’eventualità più drastica, allo studio, è l’interruzione anticipata del campionato sulla base della classifica attuale, con conseguente esonero dal pagamento di stipendi e rimborsi per i tesserati. La Lega sta lavorando per evitare quest’ultima soluzione, garantendo la tutela degli atleti. Nel caso di conclusione del campionato a fine giugno, le società sarebbero tenute a rispettare gli accordi salariali fino al 30 giugno 2020. Il presidente della Nocerina, Paolo Maiorino, intervistato dal Risorgimento Nocerino, ha espresso rammarico per lo stop, sottolineando le difficoltà nel mantenere alta la concentrazione della squadra in un momento così incerto. Ha inoltre evidenziato la mancanza di chiarezza e informazioni sul futuro, creando una situazione di costante precarietà. La Nocerina, seguendo le direttive della LND, ha ufficialmente sospeso gli allenamenti a tempo indeterminato.

Redazione

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