Opportunità imprenditoriali nel Mezzogiorno: guida al finanziamento “Resto al Sud”

Il programma “Resto al Sud”, introdotto nel 2017 e potenziato nel 2019, offre sostanziali agevolazioni per giovani imprenditori e aspiranti tali che intendono avviare un’attività nel Sud Italia o nelle aree del Centro colpite dai sismi del 2016-2017. Secondo l’amministratore unico della D.F. Consulting s.r.l., società di consulenza per aziende con sede a Pagani, il finanziamento arriva fino a 50.000 euro per richiedente, di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% come prestito a tasso zero da restituire in otto anni, con un periodo di preammortamento di due anni e rate semestrali costanti. Possono beneficiare dell’incentivo individui di età compresa tra i 18 e i 46 anni, residenti o meno nelle aree target, che abbiano avviato o progettino di avviare un’impresa a partire dal 21 giugno 2017. I non residenti, però, devono stabilire la residenza entro 60 giorni (se in Italia, ma fuori dal Sud) o 120 giorni (dall’estero) dalla notifica dell’approvazione. L’accesso al finanziamento è subordinato ad alcuni requisiti: non aver ricevuto altri sussidi per l’autoimprenditorialità negli ultimi tre anni; non aver posseduto un’impresa in attività al 21 giugno 2017; e non avere un contratto a tempo indeterminato al momento della concessione (anche se la domanda può essere presentata, con successiva rinuncia al lavoro in caso di approvazione). Il programma finanzia attività artigianali, industriali, di servizi (inclusi quelli turistici), professionali, di pesca e acquacoltura, escludendo l’agricoltura e, generalmente, il commercio (eccetto la vendita di beni prodotti internamente). È possibile presentare domanda anche per società già costituite o in fase di costituzione, con un massimo di 50.000 euro per socio, fino a 200.000 euro totali. Anche soci senza i requisiti anagrafici sono ammessi, a patto di non superare il terzo della compagine societaria, di non essere parenti fino al quarto grado di altri soci, e senza diritto al finanziamento individuale. La domanda, con allegato business plan, va presentata tramite il sito Invitalia, con un tempo di risposta massimo di 60 giorni. A febbraio 2020, su 11.164 domande, solo il 40% circa (4499) ha ricevuto approvazione. Questo evidenzia l’importanza di un progetto solido, qualifiche adeguate del richiedente e una compilazione accurata del business plan, per cui l’assistenza di un consulente esperto risulta strategica. In sintesi, l’agevolazione “Resto al Sud” si configura come strumento di notevole valore per lo sviluppo imprenditoriale nel Mezzogiorno.

Redazione

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