La protesta contro il rumore notturno a Cava de’ Tirreni si intensifica

L’eccessivo rumore notturno nel centro storico di Cava de’ Tirreni sta causando crescente malcontento tra i residenti. Eventi come la Notte Bianca e le celebrazioni natalizie, pur registrando un’affluenza considerevole (stimata intorno alle trenta mila persone, sebbene alcune fonti riportino cifre inferiori), hanno esacerbato il problema, dimostrando una scarsa coerenza con lo spirito delle festività. La vivace vita notturna, la cosiddetta “movida”, trasforma le strade in luoghi rumorosi e affollati fino a tarda notte, impedendo il riposo notturno degli abitanti. Questo fenomeno, purtroppo comune a molte città del sud Italia, è particolarmente sentito a Cava de’ Tirreni, dove la vicinanza dei locali e la prolungata diffusione di musica ad alto volume, unite alle chiacchiere della folla, creano un’atmosfera insostenibile. La situazione è aggravata dall’abitudine sia dei clienti che dei gestori a protrarre l’attività fino a ore molto tarde. Passeggiare per il centro storico, soprattutto di sera, diventa un’impresa ardua, a causa della folla e del rumore. Testimonianze dirette descrivono difficoltà di movimento, persino impossibilità di procedere a piedi, e un’intollerabile cacofonia.

Da anni, i cittadini denunciano la situazione, senza ottenere risultati concreti. Un comitato locale si batte per l’ordine e la quiete pubblica, ma i suoi sforzi sembrano vani. Recenti episodi, come un’aggressione con candeggina da parte di un residente esasperato nei confronti di un gruppo di avventori, hanno ulteriormente acceso la tensione e spinto il comitato a chiedere l’intervento immediato del sindaco. Mentre si indaga sull’accaduto, la questione evidenzia una profonda frattura tra la necessità di garantire il diritto al lavoro degli esercenti commerciali e il diritto al riposo e alla quiete dei residenti. La gestione dei rifiuti, spesso abbandonati in modo incontrollato dopo le serate di festa, aggrava ulteriormente il problema igienico-sanitario. L’amministrazione comunale è chiamata a intervenire con urgenza per mediare la situazione e garantire la convivenza civile, evitando che la tensione degeneri ulteriormente. La sfida è quella di trovare un equilibrio tra la promozione turistica e il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, compreso il diritto al riposo e alla sicurezza nelle proprie abitazioni. L’inazione prolungata rischia di alimentare un clima di crescente sfiducia e di innescare reazioni più gravi.

Redazione

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