Nocera Inferiore: Un Decennio di Opportunità Perse

Un’amara riflessione sulle mancate opportunità di sviluppo culturale ed economico di Nocera Inferiore negli ultimi vent’anni. Sedici anni fa, a seguito di una prematura e ingiusta destituzione dalla carica di sindaco, lasciai incompiuti alcuni progetti cruciali per la città. Primo fra tutti, la riqualificazione del quartiere dei prefabbricati. L’ambizioso piano non si limitava alla semplice sostituzione delle strutture esistenti, ma prevedeva una rigenerazione urbanistica completa, trasformando l’area in un villaggio autonomo, dotato di negozi, botteghe artigiane, scuole, aree ricreative, impianti sportivi e parcheggi, rendendo la vita quotidiana dei residenti indipendente dal centro cittadino. Il progetto, inoltre, prevedeva una componente di edilizia convenzionata a prezzi accessibili, al fine di attrarre investimenti privati e rendere finanziariamente sostenibile l’intera iniziativa. Purtroppo, l’amministrazione successiva ne ridimensionò la portata, limitandola ad un intervento pubblico di edilizia popolare, rendendolo irrealizzabile e causando il fallimento della società incaricata, IACP Futura. Otto anni di amministrazione Romano e sette di amministrazione Torquato non hanno portato alcun progresso significativo, con un solo edificio ristrutturato a dimostrazione del fallimento.

Secondo progetto: il recupero di San Giovanni in Parco. Dopo una complessa trattativa con i proprietari privati, acquisii per il comune un antico e suggestivo monastero settecentesco, in stato di abbandono. Era previsto il suo restauro e la sua trasformazione in un conservatorio musicale, una scuola di restauro e un museo di agricoltura, creando un polo culturale nel cuore del quartiere Buvero, salvaguardando il suo patrimonio storico e architettonico. Il progetto era persino finanziato, ma rimane tuttora lettera morta.

Infine, il Castello e Parco Fienga. Questo straordinario sito, che offre una vista panoramica mozzafiato sull’Agro nocerino, dal Vesuvio alla Valle Metelliana, con una vegetazione mediterranea intatta, è stato per decenni trascurato. Durante il mio mandato, grazie all’impegno di volontari e studiosi locali come Raffaele Pucci jr e Antonio Pecoraro, il Castello, in parte longobardo e in parte angioino, ha vissuto una rinascita. Furono restaurate alcune parti, riqualificati i percorsi, creati sentieri e aree di sosta. L’iniziativa ha attirato famiglie e turisti, ospitando eventi culturali come “Jazz in Parco” ed “E…state al Castello”, che hanno richiamato un pubblico numeroso. Oggi, questo prezioso patrimonio rischia di tornare all’oblio. Aldo Di Vito [email protected]

Redazione

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