La Festa dei Morti in Sicilia: una celebrazione gioiosa tra tradizioni antiche e dolcetti

Le antiche civiltà, dagli Egizi ai Romani, onoravano i defunti, considerandoli protettori o anime che potevano interagire con il mondo dei vivi. La notte di Samhain, celebrazione celtica antecedente al cristianesimo, rappresenta un esempio di culto pagano dedicato ai morti. Con l’avvento del cristianesimo, la Chiesa, nel tentativo di integrare queste usanze, spostò la festa di Tutti i Santi al 1° novembre, ma la tradizione popolare perseverò, portando all’istituzione, nel 998, del 2 novembre come giorno di commemorazione delle anime dei defunti. In Sicilia, il 2 novembre, anziché essere un giorno di lutto, è una vivace “Festa dei Morti”, particolarmente sentita dai bambini, con scuole chiuse, luminarie e bancarelle colme di giocattoli e dolciumi. La notte tra l’1 e il 2 novembre, secondo la tradizione, i defunti tornano a far visita ai vivi, lasciando doni ai più piccoli come segno del loro passaggio. Si nascondono le grattugie, perché si crede che i defunti le usino per “grattare i piedi” a chi non si è comportato bene. In alcune zone, si lascia la tavola apparecchiata, per accontentare gli spiriti. La mattina del 2 novembre inizia la caccia al tesoro: i bambini cercano i regali nascosti, tra giocattoli, vestiti, dolciumi come le “rame di Napoli” (dolcetti al cacao con copertura di cioccolato fondente), “ossa i mottu”, “totò”, “pupi ri zuccaru” e frutta secca e martorana. Questa usanza persisteva anche in assenza della tradizione natalizia dello scambio di regali. Dopo la ricerca dei doni, si visita il cimitero in un’atmosfera serena e gioiosa, consolidando il legame con i cari scomparsi. In passato, si pranzava sulle tombe o nelle cappelle di famiglia. A Palermo e Catania, si svolge una grande fiera in occasione della ricorrenza. Sebbene possa apparire insolito “festeggiare” la morte, l’obiettivo è quello di rendere la giornata meno dolorosa per i più piccoli, evitando di demonizzare la morte e rafforzando il legame con coloro che non ci sono più.

Ricetta delle Rame di Napoli:
Ingredienti: 300 g di farina 00, 110 g di zucchero, 200 g di latte, 60 g di burro, 60 g di cacao, ½ bustina di lievito, scorza grattugiata di un’arancia, 1 cucchiaino di cannella. Per la glassa: 200 g di cioccolato fondente, pistacchi tritati.
Preparazione: Unire tutti gli ingredienti in una ciotola, impastando fino ad ottenere un composto omogeneo. Forma delle piccole palline ovoidali su una teglia rivestita di carta forno e inforna a 180° per circa 15 minuti. Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria per la glassa. Una volta cotte e raffreddate, ricoprire le “rame” con la glassa e guarnire con pistacchi tritati.

Redazione

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