Due figure nocerine scomparse: un ricordo condiviso
Quest’estate, due cittadini di Nocera Inferiore ci hanno lasciati in circostanze drammatiche, lasciando un vuoto nella comunità. Angelo Ferraioli e Maurizio Fortino, seppur per cause diverse, erano accomunati da un profondo legame: la passione incondizionata per la Nocerina. La frase “Vive, immortale, la nocerinità”, grido della Curva Sud, sembra descrivere perfettamente l’impatto di queste due perdite.
La scomparsa di Ferraioli, un odontotecnico di 51 anni, è avvenuta in circostanze eroiche. Durante una giornata di mare agitato, ha salvato la figlia Miriana da un’imminente annegamento, ma ha poi ceduto all’enorme sforzo fisico ed emotivo. La morte di Fortino, infermiere di 52 anni, è stata invece causata da un omicidio colposo, conseguenza di un tragico atto di gelosia.
Pur nella diversità dei drammi, emerge un elemento comune: l’amore per la squadra rossonera. Entrambi, per oltre tre decenni, hanno sostenuto la Nocerina con fedeltà e trasporto, condividendo gioie e dolori sugli spalti dello stadio “San Francesco” e in ogni altro luogo dove la squadra giocava. Questo legame, forgiato negli anni, trascende la morte stessa, come un filo indissolubile che unisce momenti di felicità e tristezza. La vita di un tifoso, infatti, riflette la parabola della propria squadra: le vittorie rispecchiano le gioie personali, le sconfitte le amarezze, e i pareggi i momenti di stallo. Così come l’affetto per i propri cari, la fede per la squadra del cuore resiste al tempo e alla fatalità. Da questa stagione 2017-18, il cielo accoglie due nuovi tifosi molossi.
