L’assenza di fra’ Luigi Petrone, ex priore del Santuario di San Francesco e Sant’Antonio a Cava de’ Tirreni, dalla recente cerimonia dell'”alzata del panno” ha suscitato interrogativi e alimentato voci di un suo allontanamento dal convento. La sua assenza, inusuale e notata da tutti i presenti alla messa e alla processione del 4 settembre, ha gettato nello sconforto molti fedeli, rafforzando le speculazioni su un possibile trasferimento. Già da tempo circolano infatti rumors sulla sua partenza. La chiusura della pasticceria del convento e la riduzione delle attività collaterali hanno ulteriormente contribuito a questo clima di incertezza, lasciando i fedeli disorientati, privati di un luogo di aggregazione e di spiritualità. Padre Petrone, in passato, aveva cercato di rassicurare la comunità, dichiarando che avrebbe continuato la sua attività di evangelizzazione fuori dalle mura conventuali, con una minore presenza all’interno del Santuario. Il suo priorato, caratterizzato da feste sontuose e spettacolari fuochi d’artificio – che avevano generato controversie in città – sembra ormai un ricordo del passato, così come le tensioni con l’amministrazione comunale. L’arrivo di tre nuovi frati e il conseguente cambiamento nella gestione del Santuario hanno probabilmente contribuito a questo distacco, segnando, forse, la fine di un’epoca, contraddistinta dalla figura carismatica e controversa di fra’ Luigi Petrone, un frate francescano altrettanto amato che criticato, che ha profondamente segnato la vita del convento e della comunità cavese.
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