Ricordando Giorgio Perlasca: Un’eredità di pace e memoria

Franco Perlasca, figlio di Giorgio Perlasca, il diplomatico italiano che salvò migliaia di ebrei ungheresi durante l’Olocausto, ha condiviso la sua commovente testimonianza durante un evento organizzato dal Rotary Club Nocera Inferiore – Sarno presso il Sanseverino Park Hotel. L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi soci provenienti da diversi club campani e personalità del mondo rotariano. La scoperta tardiva dell’eroismo del padre, un uomo che Franco ha sempre conosciuto come un padre affettuoso e lavoratore, ha lasciato un’impronta indelebile nella sua vita. In un periodo segnato da conflitti e migrazioni, la storia di Giorgio Perlasca, insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni, rappresenta un faro di altruismo e di impegno morale. La sua straordinaria azione rimase segreta per anni, persino alla sua stessa famiglia. Franco ha raccontato la nascita nel 1954, nove anni dopo il ritorno del padre da Budapest, un ritorno avvenuto dopo un lungo viaggio. Anche la madre era all’oscuro della sua missione segreta: fingendosi diplomatico spagnolo, Giorgio Perlasca aveva eluso i nazisti e i loro complici ungheresi, salvando migliaia di ebrei dalla deportazione. Al suo rientro, redasse un memoriale, inviandone copie al governo italiano e spagnolo (senza ricevere risposta), mentre una terza copia rimase nascosta. La nascita di Franco, avvenuta quando i genitori avevano ormai superato i quarant’anni, fu accolta come un miracolo. I ricordi infantili di Franco sono legati a momenti felici trascorsi con il padre, come le domeniche estive a Belluno. Giorgio Perlasca, dopo il fallimento della Liquigas, trovò lavoro in un ristorante di Padova, dove Franco lo accompagnava al mercato o in escursioni per raccogliere fiori. Nonostante la passione del padre per la storia e i numerosi libri storici che gli regalava, Giorgio Perlasca non rivelò mai la sua esperienza a Budapest. L’interesse dei media iniziò negli anni ’80 grazie a un articolo di Furio Colombo su “La Stampa”. I riconoscimenti per il suo eroismo giunsero purtroppo tardivamente, tra cui la medaglia d’oro al valor civile concessa da Francesco Cossiga. Dopo la morte del padre, Franco e alcuni collaboratori, tra cui Furio Colombo, crearono un’associazione (oggi fondazione) a Padova per promuovere la memoria di Giorgio Perlasca e di altri Giusti tra le Nazioni, organizzando viaggi della memoria ad Auschwitz e Budapest. Franco sottolinea l’importanza della memoria per costruire un futuro di pace, ricordando le persecuzioni del XX secolo e oltre. L’evento ha visto anche la partecipazione di Francesco Avallone, esule fiumano dalle foibe, che ha condiviso le sue tragiche esperienze familiari, aggiungendo un ulteriore livello di pathos alla riflessione sulla necessità di evitare il ripetersi di simili orrori. La presenza rotariana sottolinea l’impegno dell’organizzazione nella promozione della pace e della solidarietà umana.

Redazione

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