Cartografia Storica Salernitana: Paesaggi d’Archivio

Fino al 30 ottobre, l’Archivio di Stato di Salerno ospita una mostra dedicata all’evoluzione del paesaggio provinciale negli ultimi due secoli, in concomitanza con la Giornata Nazionale del Paesaggio (14 marzo 2017). L’esposizione presenta una preziosa collezione di mappe e piante storiche, solitamente custodite negli archivi, rivelando il territorio attraverso gli occhi di agrimensori, architetti e periti. Questi documenti, pur nella loro funzione amministrativa e giuridica, possiedono un innegabile valore artistico, offrendo una visione unica del territorio salernitano.

Le carte, provenienti da diverse fonti archivistiche e che coprono l’intera provincia, offrono prospettive differenti. Alcune, come le ampie piante catastali di Castelnuovo di Conza, Laviano e Sarno, derivanti dagli Atti Demaniali del XIX secolo, illustrano la suddivisione delle terre demaniali per la creazione di piccole proprietà contadine, mostrando una rappresentazione completa dei beni comunali, feudali e privati. Altre, invece, documentano eventi amministrativi o giudiziari: si vedano le piante relative alla deviazione del fiume Sele, provenienti dal fondo Intendenza (lavori pubblici), o la mappa che ritrae la campagna intorno a Laureana, Torchiara, Prignano, Copersito e Rutino, allegata al processo dei fratelli Magnoni presso la Gran Corte Criminale, con un’esecuzione artistica che sembra quasi un’illustrazione romantica. Ricca di dettagli è anche la sezione dedicata alle perizie del Tribunale Civile, con numerose piante che rappresentano terreni, edifici e fabbriche. Infine, il fondo Registro e Bollo, attivo dal 1817, fornisce un’ampia documentazione cartografica riguardante controversie tra lo Stato e i privati.

La maggior parte delle carte è realizzata su carta, ma tre preziose pergamene, datate agli inizi del XVIII secolo e provenienti dalle amministrazioni vicereali, illustrano i lavori di bonifica del Vallo di Diano, avviati nel XVII secolo con la realizzazione dei Regi Lagni per contrastare le inondazioni. Lo stile varia a seconda dell’epoca e dell’autore: si passa dal tratto semplice e suggestivo delle carte più antiche, quasi “naif”, a quello preciso e tecnico degli architetti di fine Ottocento. Elementi decorativi come rose dei venti, bussole e frecce arricchiscono spesso le mappe.

L’esposizione include anche fotografie che mostrano il contrasto tra il paesaggio rappresentato sulle carte e quello reale, come nell’esempio delle vedute di Salerno (1866-1956), che mettono in evidenza la trasformazione urbana nel corso di un secolo. Le carte pre-unitarie, spesso indicate in calce, utilizzano sistemi di misurazione non metrici (palmi, passi, tomola, pertiche, etc.), in uso nel Regno di Napoli prima dell’adozione del sistema metrico decimale nel 1861. Le didascalie sono a cura di Renato Dentoni Litta, Maria Teresa Schiavino e Fernanda Maria Volpe.

Redazione

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