Spettacolo innovativo: un’esperienza teatrale intensa al Ghirelli di Salerno

La compagnia di Pippo Del Bono ha recentemente presentato al Teatro Verdi di Salerno, nell’ambito della programmazione del Teatro Ghirelli, uno spettacolo memorabile. Un’intensa fusione di video, musica e danza ha dato vita a un’opera unica nel suo genere. Frammenti di testi di autori illustri come Artaud, Kafka, Alda Merini, Whitman e Pizarnik, uniti dalla voce narrante di Del Bono stesso, sono stati accompagnati dalle musiche di Verdi e Čajkovskij, arricchite dal virtuosismo del violinista Alexander Balanescu. L’atmosfera surreale e visionaria evocava un mondo “maledetto”, con attori che apparivano come figure eteree, immobili come in un dipinto di De Chirico, affiancati da immagini proiettate su un gigantesco schermo: pazienti psichiatrici, migranti, detenuti. Lo spettacolo, in sostanza, metteva in scena il dolore e la diversità del mondo contemporaneo, ricorrendo frequentemente all’immagine del mare quale metafora del naufragio dell’Italia attuale. L’opera di Del Bono è un grido potente, persino più angosciante e dirompente di un’urlo di Munch, che scuote, turba, commuove profondamente lo spettatore. Lo scenario, cupo e grigio, evocava una prigione non solo fisica ma anche mentale, simboleggiando i pregiudizi e le discriminazioni sociali. Tra le ballerine, spiccavano le interpretazioni di Marigia Maggipinto, già nel gruppo storico di Pina Bausch, e di Marie Agnès Gillot, étoile dell’Opera di Parigi. “Dopo la battaglia”, debuttato a Padova nel 2011, ha vinto il Premio UBU come miglior spettacolo dell’anno. Del Bono, artista poliedrico, autore, attore e regista, ha iniziato nel teatro classico per poi dedicarsi, dagli anni Ottanta in poi, dopo un periodo in Danimarca, a un teatro impegnato socialmente ed innovativo, creando una compagnia stabile che ha viaggiato in cinquanta paesi. L’incontro con persone emarginate, come Bobo, un sordomuto internato per oltre quarant’anni nel manicomio di Aversa, ha arricchito sia le tematiche che il cast della sua compagnia. La Fondazione Salerno Contemporanea, attiva a Salerno, propone anche quest’anno una programmazione all’avanguardia, sperimentale e innovativa, che accosta spettacoli classici e contemporanei, presentando voci nuove per la città. Dopo il successo degli spettacoli “Chiove” e “Jucatures” dell’anno scorso, la presenza di Nicoletta Braschi (moglie di Benigni) con “Natale in casa Cupiello” ha segnato un ottimo inizio di stagione. Il programma, impreziosito dalla presenza di Del Bono, si estenderà anche quest’anno con eventi fuori programma fino all’estate. Il prossimo appuntamento è per il 21-24 novembre con “Titanic (The End)”, spettacolo degli anni Ottanta diretto da Antonio Neiwiller, riproposto in occasione del ventennale della sua scomparsa. Il testo, liberamente tratto da Hans Magnus Enzensberger, è stato rielaborato da Salvatore Cantalupo.

Redazione

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